sabato 29 luglio 2017

Di scarsa o nessuna utilità

O addirittura possono risultare un peso. Di chi parlo? Di giornali , in apparenza, schierati contro i vari governi italiani non eletti, da quello Monti a quest'ultimo, ma è il loro modo di fare, sempre con attacchi ad personam, che ci possono anche stare ma, porca miseria, entriamo nel merito, con proposte chiare, con programmi, e con informazione. Spesso se andate sulle pagine de Il Giornale o su Liberoquotidiano leggerete più gossip che altro: capisco che uno si deve pure distrarre, e quelle sono distrazioni , le tette e i culi o i fisici palestrati e i pacchi, che attirano e inducono alla sosta nella pagina. Ma è anche vero che chi non ha grossi problemi prende i discorsi alla lontana, resta nel vago, stile Veltroni: sono quelli del " ma anche", del "bisogna vedere". Appoggiare con chiarezza la nave anti ong, sarebbe stata una cosa da fare, e questo vale anche per i politici che si sono persi l'occasione per inviarne un'altra e un'altra ancora: magari proponendo una sottoscrizione, così anche per contarci, sapere quanti siamo. Le cose comunque peggiori non sarebbero neanche queste, che già lo sarebbero, se non fosse che ci si dimentica di avere idee chiare sul da farsi. E qui i governi ombra, gli esperti e non i tuttologi dovrebbero salire in cattedra. Lo so: se non si hanno gli argomenti e gli attributi, che cosa si può fare. Chi nasce tondo non muore quadro. Però i voti li sanno far perdere: quello sì.

mercoledì 26 luglio 2017

Guardare e andare nella direzione

E' possibile che non ci si renda conto che , seppure è vero che c'è il problema dei migranti, ciò che conta sono i problemi degli italiani? Sembra di rivedere il film che abbiamo vissuto a partire dall'11 settembre 2001, con degli spin off che si sono susseguiti negli anni, fino appunto all'invasione dei migranti nella nostra nazione. Infatti , in quel film si vede chiaramente come la maggior parte di noi fosse intenta ad analizzare, dedicandosi anima e corpo , alle vicende delle torri gemelle, di Saddam e Al Qaeda , di Bin Laden e Arafat, fino a Gheddafi e Putin: ma , come si diceva una volta, e a quelli di casa non ci pensate mai? A parte il caso di Berlusconi e di Grillo, persone inaffidabili secondo me e che ,se critico ne critico l'operato e le idee, dei problemi nostri, di chi deve girare 20 e più uffici per aprire un'attività, di chi aspetta anni per sapere se ha passato un concorso oppure no, di chi vede riaprirsi graduatorie dove era in testa per scoprire, una volta riaperte che è in coda o a metà, ecco che di ciò non importava a nessuno. Ora sappiamo che non importava niente, perché come si diceva una volta "la cosa non mi tange": in quegli anni stavo non benissimo ma discretamente, poi a partire dal 2011, con l'arrivo di Monti e compagni, ho iniziato a preoccuparmi.

lunedì 24 luglio 2017

Inutile soddisfazione

Come ho scritto in recenti commenti e anche il qualche recente post, mi fa pure piacere che adesso, in questi giorni, si parli di argomenti di cui avevo , a suo tempo e cioè anni fa, oltre dieci anni, invitato a discutere: però è una vittoria di Pirro. In questi giorni, il Corriere della Sera fa presente che i migranti sarebbero poco istruiti, almeno quelli che vengono sbarcati nel Bel Paese: è da tempo che segnalavo la questione, o meglio mi ponevo la domanda. Chiedevo: ma non erano tutti laureati e cazzuti rispetto a noi italiani, sempre ultimi nelle classifiche sul livello di istruzione scolastico? Intendiamoci: nessuno si è filato i miei articoli e ancor meno i miei commenti. Vengo ora dal sito Rischiocalcolato.it, laddove uno si lamenta perché viene insultato da un altro lettore e chiede che, chi lo sta insultando , venga bannato: beato te, vuol dire che qualcuno ha letto i tuoi commenti, mentre i miei non li ha cagati nessuno. E sai una cosa,amico mio? Che se li avessero cagati, sarebbero arrivati, i grandi soloni che scrivono sul quel sito, ben prima del Corsera a domandarsi, se quel coglione del Lupodeicieli non

martedì 11 luglio 2017

I nuovi analisti ( ma solo loro)

Chi si fa un giro in rete, troverà di sicuro, gente molto capace e attenta, in grado di analizzare ad esempio la realtà italiana, fare le pulci all'economia, e dirci perché ci troviamo purtroppo in questa situazione. Peccato però che questi nuovi analisti, come li ho definiti io, non indichino mai un percorso per venir fuori, per riuscire ad uscire da questa palude. Ed è altrettanto un peccato che non riescano né vogliano indicare quale e come debba essere questo traguardo. In sostanza l'Italia è così e cosà , ma mai e poi mai che qualcuno aggiunga che dovrebbe però diventare così e , per farlo, il percorso da fare,secondo me, è questo e quest'altro: le strade, a mio avviso, (e l'analista qui, come è giusto che sia, si espone, entra in campo , ci mette la faccia, fa vedere che ha ,se li ha, i coglioni quadrati) dovrebbero essere queste, e i tempi per percorrerle e arrivare alla meta sono questi altri. Ti fa incazzare che nessuno dica qualcosa in merito? A me ricorda quando facevo presente le semplici domande, mai rivolte peraltro, ai politici e nei talk show, circa i migranti e che qui riassumo: perché vengono in Italia e non vanno altrove? Hanno mai chiesto di voler andare in Italia? Come mai devono andare in centri di accoglienza ubicati nelle varie città se, così sembrerebbe, non si sa nemmeno se devono essere rimpatriati? (allora vuol dire che si sa già che devono restare) Come fanno a essere tutti puliti e ordinati se è vero che provengono da zone dove c'è la guerra? Qualcuno dei politici in tv o qualche associazione di italiani storditi ma ben retribuiti (quelli con stipendi da 60 mila euro l'anno in su) ha mai organizzato qualche manifestazione o fatto qualche appello affinché questi giovani possano organizzare una sorta di resistenza nel proprio paese così da ritornarci ? (Ci siamo dimenticati la voglia, a parole, dei radicali di Marco Pannella , di diventare scudi umani per evitare i bombardamenti in Medio Oriente? O le manifestazioni contro la guerra in Vietnam davanti alle ambasciate americane?) Mi pare che alla fine compie lo stesso errore del blog di Grillo e di lui e Travaglio , quando attaccavano Silvio Berlusconi, lo psiconano , e lo facevano sul piano personale: prima di essere , come tanti, bannato, scrissi diverse volte che non mi piacevano i parolacciai, ma preferivo che si entrasse in merito alle cose da fare e non fatte. Dato anche il seguito che aveva e che ha il blog, un bel governo ombra o comunque delle proposte chiare sui temi che, psiconano e nipote di Mubarak a parte, interessano gli italiani, mi pare il minimo: se ,al contrario, si parla come faceva Di Pietro , che parlava di riforma della giustizia, e loro il M5S parlano di reddito di cittadinanza come panacea , non mi pare che in un caso e nell'altro, la signora Rosa o io paghiamo la bolletta della luce, né il mio amico fruttivendolo compra i cocomeri. Ci vuole altro ma, con la pancia e il portafoglio pieno, le idee stentano a venire alla luce.  

lunedì 10 luglio 2017

Punto e a capo

Mentre trascorriamo la vita, chi bene e chi meno, a seconda dei parametri che ognuno ha come riferimento, ci accorgiamo che esiste un numero imprecisato di adempimenti da osservare per rigare diritto. Ho usato quel modo di dire, perché ormai siamo sospettati "a prescindere": non puoi fidarti del medico né tanto meno dell'infermiere, giammai fa attenzione alle maestre e occhio all'allenatore. Tutti devono sospettare di tutti, mai abbassare la guardia, sempre in stato di allerta : del resto c'è il terrorismo che può colpire, e solo con un po' di sicurezza l'economia può riprendere. Andando più al sodo , sembrano tornare i tempi in cui, chi voleva farsi eleggere parlava sempre e solo di riforma della giustizia: come se un processo più veloce ed equo permettesse al fruttivendolo di poter competere col grosso centro commerciale (cui fanno sempre pubblicità gratis le varie trasmissioni contenitore Rai e Mediaset in primis e i tg in seconda battuta). E' così, con la riforma della giustizia che tuo figlio o mia figlia troveranno lavoro: come stenografi ? Non lo so, ma mi pare che ci sia stata e purtroppo c'è ancora, troppa gente che ha sbattuto la testa e che non solo non ragiona, ma non è in grado di farlo. Pensiamo al palazzo crollato a Torre Annunziata o al grattacielo a Londra: da noi, come già in altre città italiane, la manutenzione lascia il tempo che trova, perché non ci sono soldi e, quando ci sono, è un casino per via di come sono gestiti gli appalti. Qui da noi, in genere, per mettere in sicurezza una strada, anzi un'arteria stradale di vitale importanza, devi prima cagare i soldi per fare un progetto che sarà pagato profumatamente : dopo di che devi fare un'altra gara d'appalto per affidare a un'impresa la messa in sicurezza. Anni e

mercoledì 5 luglio 2017

Quattro gatti e Paragone

Come alcuni sanno la trasmissione "La Gabbia Open" è stata cancellata, o meglio non è stata riconfermata per la prossima stagione. I motivi per cui ciò è avvenuto , non sono stati resi noti né dal conduttore, Gianluigi Paragone, né dal nuovo responsabile del palinsesto. Ovviamente c'è da ricordare che era poco seguita, e questo non ha aiutato di certo il conduttore che, seppure tra mille difficoltà ha cercato di essere diverso rispetto ai concorrenti , ben più quotati, presenti proprio nella stessa rete, La 7. I famosi quattro gatti cui fa riferimento Paolo Barnard, per un periodo proprio ospite fisso,seppure per 5 minuti di orologio, nel programma, insieme a un copione uguale a quello dei programmi concorrenti, non ha fatto aumentare il numero di telespettatori. Ma secondo Barnard sono i temi trattati che erano un minestrone, e il conduttore non ha saputo scegliere temi, diversi ma scomodi, né ha voluto insistere sulla questione euro: per Barnard non puoi liquidare il tutto in 5 minuti per poi ritornare su furbetti di qui o di là e riparlare del governo o di alleanze o, in sintesi , di ciò di cui già parlano, e di continuo, addirittura alla "vita in diretta". Non voglio né devo difendere Paragone, ma ricorderei a Paolo Barnard che non sono poi così tanti coloro che gradiscono approfondire questioni come l'euro o clearstream o cose simili, anche se sarebbe il caso invece di trattare proprio quegli argomenti. E concludo con due considerazioni: alcuni, come me, si aspettavano in ogni puntata  qualche novità, qualcosa di avvincente, che rompesse con gli schemi, ma niente; i quattro gatti cui fa riferimento Barnard, potrebbero essere gli stessi che ,come me , seguono sul web argomenti diversi oltre a quelli trattati dai Floris o dalla Gruber , e come saprà di certo il buon Paolo, sono o siamo proprio quattro gatti, pochi molto pochi per poter alzare la voce o ambire ad avere o meglio riuscire a vedere temi e argomenti come appunto l'euro e la moneta in genere e i famosi annessi e connessi , in prima serata e senza urla.     

martedì 4 luglio 2017

“Cassiere non striscia la spesa di un papà indigente: licenziato”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che racconta un reale episodio di cronaca. Mentre i nostri politici perdono tempo a interrogarsi su alleanze tra partiti, c’è chi muore di fame.
***
"Cara Unione,
vi scrivo per raccontarvi una storia di cui preferisco, per privacy degli interessati, non fare nomi e cognomi, ma che è un reale episodio di cronaca della nostra città e del nostro Paese.
I fatti sono i seguenti: un giovane 21enne, cassiere nel supermercato di una catena molto conosciuta, nota fra i suoi clienti un padre di famiglia, di pochi anni maggiore di lui, che spesso si reca a far la spesa con i bimbi per mano.
I due non si conoscono, né hanno avuto modo di parlare l’uno con l’altro, ma i discorsi ascoltati fra il babbo e i figli in prossimità della cassa fanno capire al cassiere che la famigliola, con un neonato a casa, vive in una situazione di estrema indigenza, probabilmente a causa della perdita del lavoro di uno o di entrambi i genitori. E così, il giovane cassiere inizia a “dimenticarsi” di passare in cassa il codice dei prodotti per i bambini: latte in polvere, omogeneizzati, biscotti e pannolini vengono infilati nei sacchetti senza alcun addebito. Ma il suo lavoro non finisce qui: perché lui non vuole mortificare il padre dandogli l’idea di aver sottratto impunemente qualcosa, e così finge di conteggiare i prodotti per poi stornarli.
Si parla di piccoli importi con sconti saltuari: non è che il cliente si presentasse ogni giorno alla cassa, e si tratta di poche decine di euro alla volta. Piccoli ammanchi, che il controllo degli incassi da parte del reparto contabilità del supermercato ha messo in evidenza, registrati sempre quando in cassa c’era il giovane nel frattempo denunciato e licenziato.
Il 28 settembre prossimo andrà a processo.
Vi ho raccontato questa storia non perché voglia esprimere un giudizio sull’operato del giovane, comunque scorretto, o su quello del supermercato, che forse avrebbe potuto chiudere un occhio, ma perché mentre i nostri politici si interrogano su alleanze fra partiti e chi più ne ha ne metta, qui c’è un Paese che soffre davvero.
Molto cordialmente
G. P. - Cagliari
***
Potete inviare le vostre lettere e segnalazioni a redazioneweb@unionesarda.it specificando il vostro nome e cognome e un riferimento telefonico. Nell'oggetto dell'email chiediamo di inserire la dicitura #CaraUnione.
(La redazione si limita a dar voce ai cittadini che denunciano disservizi o anomalie; non necessariamente ne condivide il contenuto riportato dai lettori che si assumono la responsabilità di quanto scrivono)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2017/07/04/un_lettore_cassiere_non_striscia_la_spesa_del_pap_indigente_accus-127-619417.html

lunedì 3 luglio 2017

Una negoziante: "Costretta ad abbassare i prezzi per colpa di Amazon"

Sabato 1 luglio, primo giorno di saldi, una coppia di clienti abituali entra nel mio negozio: li conosco, lavorano entrambi con ruoli importanti e manageriali in un’importante azienda, ci soffermiamo a fare due chiacchiere.
Acquistano, per fare un regalo ad un collega, uno zaino porta Pc, di quelli ricchi di tasche e accessori. L'articolo non è in saldo, e il prezzo è 229 euro.
"Quanto ci fai? Mi chiedono". Per loro faccio 200 euro e aspetto con un grande sorriso che mi ringrazino.
Invece ciò che mi rispondono mi lascia di stucco: "Ah no, almeno 180 euro, perché su Amazon lo vendono a 176,66 euro e noi siamo Prime".
Ancora questo Amazon... Rispondo con buone maniere e confidenza che mi permetto di avere essendo clienti abituali: "No, perdonami, ma perché allora non lo acquistate lì?". Risposta: "Perché essendo un regalo vogliamo il pacchetto bello con il nome del negozio ed eventuale assistenza in caso non piaccia o non vada bene".
Ah… Bene, sapete cosa ho fatto? Gliel'ho venduta a 180 euro con fior di pacchetto regalo, scontrino di cortesia ecc. Mi chiedo altri cosa avrebbero fatto al posto mio: io ho pensato che così non avrei perso due clienti, pur rinunciando ad un guadagno. Ma vi sembra giusto?
Grazie per l’attenzione e una buona giornata.
P.A. – Cagliari
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fonte http://www.unionesarda.it/articolo/caraunione/2017/07/03/una_negoziante_costretta_ad_abbassare_i_prezzi_per_colpa_di_amazo-127-619012.html



Il servizio

C'era la mania di esaltare Ikea, e credo ci sia ancora (non so se negli sketch in tv o nei teatri, dove non si sono limitati a nominare la multinazionale ma ho visto delle scritte che ne riportavano il nome e il logo, è riportato nelle locandine o in sovraimpressione "programma con inserti o inserzioni pubblicitarie"), perché compravi e ti portavi e montavi , da solo o con l'aiuto (gratis o a pagamento) di chi vuoi tu i mobili: da qualche anno, in diversi paesi tra cui la Gran Bretagna, la tendenza è cambiata, e c'è un servizio, che di certo c'era anche prima, che è scelto da molti clienti,ovvero sia il servizio di trasporto e montaggio a domicilio. Il punto è che , nell'imposizione del pensiero unico, se tu ti facevi portare e montare gli arredi dalla Ditta , eri considerato un coglione perché non sapevi fare nulla, il servizio è un costo aggiuntivo ritenuto esagerato, e poi ti saresti perso la possibilità di divertirti (con gli amici o i parenti, promossi sul campo come "montatori esperti e facchini"). Oggi invece, c'è chi parla di servizi o ne riparla, perché il sottoscritto ha sempre effettuato i rilievi sul luogo dove i mobili sarebbero dovuti essere, in caso di acquisto, trasportati e montati, al pari dei preventivi scritti: del resto ai miei tempi, ma penso anche ora, nei preventivi per gli enti pubblici, era prevista "una dichiarazione firmata di aver preso visione dei luoghi dove dovrà avvenire, in caso di aggiudicazione, la fornitura". Ciò vuol dire che devi sapere se c'è un ascensore o un montacarichi, se c'è energia elettrica, come sono eventualmente le scale e i gradini, se in zona c'è o meno parcheggio per carico e scarico (dovrai portare via eventuali imballaggi) ecc. Tutto questo veniva considerato un surplus, qualcosa che faceva lievitare il costo dei mobili, come se non sia un costo noleggiare un furgone, comprare voltaren per la schiena, panini e bibite per la squadra di montatori, ricordarsi che le librerie e di certo i pensili vanno fissati con tasselli e che devi avere il trapano e sapere che punte usare (oltre a dovertele comprare senza sbagliare), così come i cacciaviti e, dulcis in fundo potrebbe servirti una scala...a norma. Oggi invece sembra vada di moda il servizio al piano. Peccato che per anni hanno sfottuto chi questo lo ha sempre offerto, e in passato i montatori erano a libro paga, in quanto oltre al lavoro presso i clienti effettuava anche il cambio e la sostituzione dei mobili in esposizione, nonché tutti i lavori di falegnameria e il "su misura" per ,appunto, i clienti. Ma è meglio svilire l'italiano medio, definendolo incapace di usare la sega (semmai di farsela) e di distinguere una punta da muro o un tassello di ferro da uno di gomma o di plastica o che non sa che esistono chiodi da muro e da legno: quindi è giusto che ci siano i redazionali per le catene del fai da te, che si esalti l'azienda svedese. Peccato che un servizio per montaggio dei mobili te lo offra direttamente qualsiasi mobiliere, così come i mobili della ditta svedese li trovi un po' dappertutto e a prezzi simili o anche inferiori. Se poi vogliamo invece parlare di qualità, è un'altra questione, mentre rimane in piedi il concetto di servizio che ,sempre chi fa opinione, tende a voler eliminare dalla nostra vita. Infatti è stato imposto in tutti i campi il distributore automatico di ogni cosa, dal caffè alle bevande e ai cibi, tra poco o forse c'è già anche per la pizza; da tempo c'è il distributore di carburante e il sexy shop, così come il self service per il cibo in diversi locali con menù a prezzo fisso. Se non sposi questo modo di vedere e vivere la vita, sei fuori tempo e rimani fuori dal mondo e anche senza sigarette se non sai far funzionare "la macchinetta". In Francia puoi anche fare il pieno di gas alla tua auto,cosa che anche da noi avverrà se non cambieranno le leggi francesi sul terrorismo, così da creare qualche nuovo business e limitare ancora di più le libertà. Il servizio dovrebbe essere visto come una sicurezza in più per avere e godere di ciò che ci serve o vogliamo: nel caso del mondo del mobile, che in parte conosco, ti allevia la fatica, ti salva la tappezzeria dell'auto, non ti fa scalfire i muri e le porte di casa, ti impedisce di fare dieci buchi sulla parete quando ne bastano due o tre ma fatti bene, sei sicuro che la libreria o l'armadio non ti cadano in testa e,se trovi dei montatori competenti e puliti, stai sicuro che ti chiederanno la scopa per pulire e porteranno via gli imballaggi. Oggi invece per servizio si intende l'acquisto on line, la consegna veloce, ma ciò che non c'è e non so se ci sarà è il rapporto umano, il poter parlare con chi ti può consigliare. E' stato privilegiato altro ma non il dialogo. Non dico che devi essere contrario o impedire i moduli precompilati da scaricare dalla rete, ma che uno voglia capire o essere aiutato a capire...perché no? Quando ti vogliono imporre qualcosa di sbagliato, ecco che ti toccano il portafoglio. I mobili? Vai comprali e portateli a casa...se poi sono montati male...pazienza. Per contro non puoi installare una cucina o altre cose che richiedono la firma di un esperto, iscritto all'albo (iscrizione che a lui costa e che poi, logicamente, tu contribuisci a pagare). Non mi dilungo oltre, ma se scaviamo o cerchiamo altri esempi e magari specifici, scopriamo che tutto va a vantaggio dello Stato e di qualche lobbies.   

domenica 2 luglio 2017

Finalmente in edicola , a Cagliari, è arrivata "La Verità", però,,,

Non vado d'amore e d'accordo con Maurizio Belpietro , infatti quando conduce "dalla vostra parte" non "abbassa i microfoni" di gente, arrogante, con Cecchi Paone e persone simili, ed è una cosa che si può tranquillamente fare, dato che l'attuale conduttore l'ha fatto e proprio,anche in questo caso, con un "collega" di cui mi sfugge il nome. Ma il vero motivo per cui non mi piace più di tanto, seppure preferibile a tanti altri direttori e conduttori, è che fatto salvo che, come è scritto anche oggi su "La Verità", il fisco ti può pignorare il conto corrente o che può effettuare il pignoramento presso terzi e il tutto senza dover aspettare e possedere un'autorizzazione del giudice, non suggerisce scappatoie o rimedi: e non solo, non entra in merito o non va più a fondo quando fa notare che, i soldi che eventualmente vengono sottratti o recuperati, come direbbero al TG1 o a SKYnews24, impediscono di pagare stipendi o merci. Non solo, il debito verso il fornitore (cioè i soldi che l'impresa aveva e che il fisco ha intercettato e si è incamerato), rimane e secondo chi trovi come legale della controparte, ci sarà anche da aggiungere eventuali interessi per ritardato pagamento e spese varie (in questo gli avvocati possono stringere la mano ai funzionari dello Stato). Si può aggiungere un elenco infinito di storie, anche perché fatti simili ce ne sono già stati: a me è successo due volte, una per un ritardato pagamento a un fornitore, ex socio pure di mio padre, che mi smerdò e sputtanò davanti a un cliente, per giunta un grosso cliente locale; un'altra volta per un ritardato pagamento di un affitto, e in questo caso altra figura di merda con la banca e perplessità da parte dell'avvocato della controparte che, guarda caso, veniva nel locale di mio padre per farsi fare (eravamo alla fine degli anni 70) numerose fotocopie (e si ricordò che, alcune volte ,ero stato io stesso a fargliele). Due casi di pignoramento presso terzi, dove il criminale, io in questo caso, ha dei beni. E se avessi,come avevo, un assegno in scadenza (non si possono fare, postdatati, direbbe qualcuno, mentre a me un direttore di banca mi disse di farli lo stesso) o deve pagare qualche utenza o semplicemente spenderli per la propria azienda e così generare ,non dico ricchezza, ma reddito o per vivere? Ecco che il limite de "La Verità" e di altri blog e siti on line viene fuori: ma dico, una piccola idea, come un "la" nella musica, non si può dare? Un invito ai lettori affinché se gli dovesse venire in mente su come bloccare questo mostro creato da Renzi su quanto già fatto in precedenza dai vari Treu e Tremonti Visco e tutti quelli che considerano gli autonomi degli evasori e che ,questo sì, amano solo la GDO e le coop, anche quella con la C maiuscola, gli piacciono i supermercati e ipermercati e non vanno quasi mai nel negozio sotto casa perché è caro: non dico che si debbano arruolare eserciti di giuristi e avvocati e commercialisti o fiscalisti, e non rientro più nel merito di singoli casi e ,dico, ce ne sarebbero. Chiederei a questi siti o blog e giornali (ma l'ho già fatto senza esito) ,di non elencare solo e soltanto ciò che questo nuovo ente può fare e forse farà, ma di prodigarsi per suggerire come fare per bloccarlo e, prima di bloccarlo attraverso nuove leggi o soppressione di quelle in essere, indicare come sfuggirgli. Quindi ben vengano le soluzioni,se si possono adottare , di gente tipo frappuccino nel Regno Unito, o quelle, per chi può, degli armatori ; ma se non facesse,se cioè gli esperti arruolati dal giornale dicono picche, che si dica;in questo caso si può chiedere che so alla Lega o ai 5Stelle o chi per loro, che si devono impegnare (ed ecco indicato e spiegato il piano B dagli esperti arruolati dal giornale, l'iter che deve seguire il Parlamento) a cambiare la legge e il sistema di riscossione in atto(se vogliono che il giornale , il sito o i blog li sostenga). Entrare in altri meriti, come la percentuale o meglio la cifra che un pinco pallino deve o dovrebbe pagare, è tutto un altro paio di maniche:c'è chi si caga per 25 mila euro ma c'è anche chi si suicida e sempre per 25 mila euro. (Immaginiamoci cifre superiori, e che uno non potrà mai e poi mai pagare).   

sabato 1 luglio 2017

Domanda da aggiungere al post precedente

Consideriamo che non si facciano più attraccare le numerose navi nei porti italiani e , visto che ci siamo, il pattugliamento della guardia costiera sarà così efficiente ed efficace che nelle coste sarde, ad esempio, non arriveranno più gommoni o barche di solito algerine, fatte calare da navi che stanno vicine alle coste nostrane. A ciò aggiungiamo, siccome siamo buoni e non carogne, che ci impegniamo a fare ciò che avevamo promesso e in parte fatto con Gheddafi, e cioè daremo del denaro per fermare gli immigrati: ma andiamo oltre, e aiuteremo gli africani in Africa. Ed ecco la domanda sorge spontanea: non è che facciamo un bis come con la Tunisia ma di proporzioni maggiori? Perché la storia dell'olio alcuni se la sono già dimenticata, al pari dei carciofi egiziani, del latte dello Zimbabwe , e si potrebbe arrivare e ricollegare il tutto a un invito, se mai ce ne fosse ancora bisogno, a delocalizzare. Perché i presupposti, a questo punto, ci sarebbero tutti: insegnare a fare impresa, trasferire tecnologia vendendola , di fatto, ai paesi africani e guadagnandoci, solo per quel momento, due volte; a ciò si può aggiungere l'inserimento, vero e proprio, dei prodotti nel mercato, cosa che potrebbe essere vincente, visto i costi e ,di certo, un discorso etico, fatto di buonismo, di equità. Ecco perché ci andrei cauto con "aiutiamoli a casa loro": in che modo? Creando dei concorrenti? Che poi ci faranno il mazzo?
Senza voler tralasciare chi continua a prodigarsi per far arrivare altri profughi, anzi clandestini, a cercare di ottimizzare il tutto con acquisti di strutture per ospitare, dietro compenso, i migranti: ieri a Cagliari, volevano impedire una manifestazione che parlava o voleva parlare anche di questo problema. E meno male che siamo in democrazia e ci si dovrebbe poter esprimere.

Chissà dov'erano e dove sono

Avevo scritto un post nei giorni scorsi e ho commesso, però, l'errore di rileggerlo e nel farlo l'ho trovato brutto, lungo e noioso: così l'ho cancellato . Questo post nuovo , tuttavia, conserva lo stesso titolo: la ragione consiste nella domanda che mi sono fatto quando, navigando a destra e a manca, ritrovo, a mio parere le persone intente a seguire e a dibattere questioni, sì importanti, ma di non vitale importanza. Dove si trovavano a inizio secolo tutte queste persone che, mentre la nostra economia, quella nazionale, continuava ad andare a farsi friggere, dibattevano di Saddam e dell'abbattimento delle Torri Gemelle? Che forse si preoccupavano del negozio di abbigliamento che chiudeva i battenti insieme al fruttivendolo? Con lo stesso ragionamento mi chiedo come mai, dopo i numerosi suicidi, compresi quelli recenti e ormai silenziati e di cui vieni a sapere solo di sfuggita e di straforo, dato che non fanno più audience, dove sono tutti i paladini del "prima gli italiani", "dobbiamo far rinascere il paese", se poi non si va oltre le parole: ho chiesto, anche ieri e ieri l'altro, di sezionare la questione migranti e, nell'ordine, far sapere "se è vero o no che pagano le pensioni degli italiani"; "se è vero o no che sono delle risorse"; "se venendo qui da noi vogliono o no diventare cittadini italiani e con un solo passaporto, cioè il nostro"; "se è vero o no che vengono qui da soli o con la famiglia ma non hanno nessuna intenzione di tornare in patria, se cioè non vengono qui per chiedere aiuto per la loro patria che hanno, nei fatti, abbandonato ma soltanto per rifarsi una vita"; "se è vero che sono assai colti e istruiti, è mai giunto a qualcuno notizia che abbiano chiesto di non venire in Italia ma di andare altrove?" La cosa buona che si è saputa è che qualcuno ha letto, finalmente le leggi, e si è avuta conferma che, per come è stato improntato il discorso sul salvataggio dei migranti, questi devono per forza sbarcare da noi: i cambiamenti di questa prassi ,per essere adottati a nostro favore, e cioè distribuire i migranti un po' a tutti, devono essere votati all'unanimità, ossia cosa impossibile. Ergo siamo dei deficienti. O lo siamo stati in passato.

lunedì 12 giugno 2017

Sant'Antioco: esasperata dai topi, ne porta uno in municipio. Denunciata



Sant'Antioco: esasperata dai topi, ne porta uno in municipio. Denunciata

Oggi alle 14:12



Libera un topo in municipio e viene denunciata.
La vicenda - avvenuta a Sant'Antioco - ha costretto i carabinieri a segnalare a piede libero la donna protagonista del gesto eclatante.
Una protesta - ha riferito - per la presenza di ratti nel viale principale del paese.
Esasperata, grazie a una trappola è riuscita a catturarne uno e per ripicca l'ha portato in comune, liberandolo nell'ufficio tecnico.
Risultato: imbarazzo fra i dipendenti e municipio chiuso per la derattizzazione.
Ma la vicenda che non si è chiusa così.
Individuata, la donna è stata denunciata con l'accusa di interruzione di pubblico servizio.


Chi è causa del suo mal

Come dice Maurizio Blondet in un post odierno che potete leggere sia sul sito maurizioblondet.it sia su rischiocalcolato.it dove ho anche lasciato un mio commento*, le speranze sul M5S ma anche su altri possibili partiti che avevano promesso un cambiamento, sono naufragate. Nel caso di Grillo e dei 5 Stelle, sinceramente anch'io , qui da noi in Sardegna, quindi a livello locale, non lo avrei votato: motivo? Visto come si comportano gli altri sindaci del movimento, tipo Appendino che aumenta gli stalli a pagamento e non interviene sul problema dei migranti che occupano intere palazzine e creano danni,di ogni tipo, nei quartieri dove presenziano, mi dà un motivo per non votare 5 Stelle. Qui ad Assemini, per quanto ne so, hanno aumentato le tasse sui rifiuti solidi urbani, problema che pare non sia stato risolto neanche dalla Raggi a Roma.
Tuttavia , prendendo spunto un po' da quanto scritto da Blondet e un po' da un'intervista rilasciata da Massimo Fini, mi chiedo se sappiamo che cosa deve o non deve fare un sindaco o un assessore comunale, e se lo sappiano anche gli eventuali candidati. Può risolvere i problemi dei posti di lavoro che non ci sono? Ditemi che cosa è messo lì a fare, perché se questo non è di sua competenza e l'altro non spetta a lui, che cosa cavolo ci viene messo a fare: a tagliare nastri di inaugurazioni di giardinetti che diventano i negozi di spaccio o luoghi dove si mangia e si lascia sporco tra vomito piscio e cartacce? I rubinetti diventano dei bidet a cielo aperto, per chi ancora si lava. Diceva Blondet che tutti i partiti e le persone di riferimento, da Mariotto Segni a Silvio Berlusconi passando per la Lega di Umberto Bossi e i vari Ulivi e Margherite, non sono riusciti ,volenti o nolenti a concretizzare niente (aggiungo io, che non siano accordi su cui gli elettori e i cittadini non hanno messo né possono mettere naso e bocca): Segni poteva fare un mucchio di cose al pari di Berlusconi, che ha solo permesso a Tremonti di creare Equitalia e dotarla di superpoteri, tipo le ganasce fiscali. Non ha tolto le accise o cancellato gli studi di settore, né ha messo un'aliquota flat o abbassato l'iva. Quell'altro che ha avuto il suo momento di gloria, Di Pietro, era ed è un fissato con la riforma della giustizia, quasi sia la panacea che ci darà lavoro e benessere...e come lui altri. Il Pd e altri della sinistra si sono fissati,invece, con nozze gay,migranti, iu soli, e vaccini, buona scuola, e con un bavaglio a internet che,con la scusa dei controlli su bullismo , impedirà di poter discutere di ...tutto, da ciò che ha fatto il fascismo all'industria delle prigioni negli Usa, dal fatto che per me la famiglia esiste ed è fatto da un maschio e una femmina e dei figli se ne arrivano, fino al voler sapere qualcosa sulle scie chimiche e perché mai dobbiamo continuare ad avere così tante basi militari con soldati nostri e di altre nazioni...Alla luce di quanto sopra chi perde così malamente o chi non vince, è perché non convince, non è credibile o non è più credibile: Beppe Grillo, quando urla o alza la voce, quando sorridendo mi dice “italiani”, oltre a non strapparmi né risate né un sorriso, mi sa tanto di sfottò , di presa per il culo, e mi fa incazzare, come quando definivo lui un parolacciaio , e dicevo a lui e Travaglio di non definire Silvio lo “psiconano” o il “nano di Arcore”, ma di andare ad attaccarlo sui provvedimenti non presi, sulle cose da fare (dille anche tu, tira fuori idee...se ne hai) e non fatte (abbiamo visto che cosa hanno fatto i sindaci eletti, Pizzarotti compreso). E non mi piace andare a parare con la

Passa tutto in cavalleria

Come è già successo per la questione delle accise sul prezzo del carburante, così succederà per quei provvedimenti e leggi e disposizioni, tanto contestate dai politici all'opposizione che, una volta giunti al governo, si dimenticheranno o che, per giustificare l'impossibilità a loro dire di poter cambiare o abolire o fare qualcosa, sosterranno che i tempi sono cambiati: nel caso delle accise o iva, si dirà che occorre sostituire quelle entrate con altre, nel caso invece delle ganasce fiscali o più precisamente del pignoramento dei c/c, sarà magari un iter pieno di insidie a rallentare e a rimandare il tutto. Un motivo,per non fare, lo troveranno sempre e comunque. Un po' come Macron con le leggi speciali che da 19 mesi sono in vigore e che lui, molto zelante, ha deciso di far diventare permanenti, nonostante non abbiano portato nessun risultato utile (vedi Nizza).Tornando alla nostra patria e più precisamente alle nostre realtà quotidiane, non mi pare di aver letto visto o sentito, di qualche candidato sindaco che si dicesse pronto e deciso a rimuovere gli autovelox o, quanto meno come disse una volta il capo della stradale regionale sarda, che le apparecchiature devono essere ben visibili e opportunamente segnalate. Lo dico perché troppo spesso , ed è il caso anche di alcuni paesi sardi, queste trappole sono dislocate all'uscita delle vie del paese e dove è imposto un limite di 30 km orari: si dà il caso che spesso sono località montagnose , quindi con discese , e mantenere 30 orari quando sei già in uscita, seppure per alcune decine di metri e aiutati o distratti dal paesaggio o dalla fretta, ti fa scattare il marchingegno. Per non parlare di quando invece di uno gli apparecchi sono di più. In tutti i casi spero che ci saranno sindaci che non si faranno intimidire da contratti capestro con società di gestione delle trappole, siano autovelox che t red o similari, così come sarebbe il caso di intervenire su tasse sull'ombra e pubblicitarie. So che ci sono cervelli che già lavorano, purtroppo, per il male, e che quindi governi e regioni spesso avocano a se la possibilità di intervenire, stile leggi speciali, a monte , togliendo di fatto le competenze ai comuni e quindi ai sindaci. E' il solito trucco: quando serve si fa valere una legge regionale, quando fa comodo si fa valere quella nazionale e quando fa ancora comodo valgono le direttive europee o leggi europee. Facile no?

venerdì 9 giugno 2017

Dal particolare all'universale

Chissà come si vive nel loro paese! E la frase, che contiene un'esclamazione e una domanda insieme, dovrebbe invitare i media nostrani a inviare una troupe televisiva e dei giornalisti proprio nelle nazioni di provenienza dei migranti, così da sapere come vivono e che cosa fanno le persone di quei paesi e, come ci si aspetta da un lavoro ben fatto, presentarci anche una breve storia.
E allora verremo a conoscenza delle motivazioni che spingono costoro a venire dalle nostre parti, e potremo chiedere perché vogliono diventare cittadini di questa o quella nazione: immagino che se uno di questi vuole diventare cittadino francese, conoscerà di certo la marsigliese, ma ancora di più gli usi e costumi del paese dove vorrebbe vivere. Ma anche qui si aprono almeno due ipotesi:la prima è che questa persona, in stile senegalese, voglia soltanto andare in Francia ,restarci qualche anno e fare quattrini, per poi tornarsene a casa. Non pensa, cioè, di farsi raggiungere dalla famiglia né appunto vuole acquisire la cittadinanza. Nel secondo caso, al contrario, vuole diventare un cittadino francese, indipendentemente dal portarsi la famiglia al seguito o di richiedere successivamente un ricongiungimento: questa persona sa di suoi connazionali che già vivono in territorio francese, si sarebbero ambientati, e nel complesso stanno bene al punto che lui si convince che la Francia può essere la sua nuova patria. Indipendentemente dalla nazione cui uno aspira trasferirsi, mi chiederei se uno sa come si vive qui da noi, se conoscono le nostre abitudini e intendono adottarle, dall'uso del deodorante fino al rispetto delle donne e degli animali (con tutte le eccezioni possibili e i casi rari che conosciamo): qui si fa festa per i santi, ci sono sagre e processioni e che se per loro possono essere motivo per fare affari in quei giorni, è anche vero che per noi hanno anche un significato religioso e di sicuro sociale. Per non parlare di Natale e di Pasqua, fino a ricorrenze come quelle dei defunti o feste private e personali come battesimi e matrimoni, o di come trascorriamo le giornate al mare. Non so se sanno queste cose e che cosa ne pensano : perché un conto è vieni qui a lavorare, ti fai i cazzi tuoi e non te ne frega una mazza di integrarti e stare con gli italiani se non lo stretto necessario per fare affari e farti pagare e mandare i soldi a casa tua; al massimo stai nella tua comunità che, anche lei come te non si è voluta integrare, dato che eri e sei rimasto mussulmano, qui soldi ne spendi pochi e nei discount o nei negozi cinesi, le tue brutte abitudini culinarie e quotidiane purtroppo si vedono e si sentono, per cui c'è poco da capire. Si capisce che se come in Francia o Gran Bretagna , per citare solo due nazioni con popolazione numerosa come la nostra, ci sono comunità o interi quartieri abitati solo da mussulmani o da determinate comunità, il desiderio di alcuni migranti, e forse il loro progetto, è quello di creare anche qui da noi delle comunità chiuse , dove gli italiani non possono entrare. Stile Chinatown o ghetto, lì loro ci abitano magari ci lavorano (caso più raro) , per il succo è quello, cioè se devo restare mi creo un habitat consono alle mie esigenze che sono quelle di ritrovare qualcosa che mi appartenga. Ecco che far vedere come si vive ,davvero, in quelle realtà lontane, ci aiuterebbe a evitare proprio la nascita, anche qui da noi in Italia, di strade e quartieri o palazzi abitate solo da persone che vi portano i loro usi e costumi che sono assai diversi dai nostri. Ed è inutile girarci intorno perché loro, cucinano dall'alba al tramonto, dato che nelle loro abitazioni, superaffollate , è un continuo via vai , per cui spezie e cipolle vanno alla grande e si diffondono nel circondario, con grande gioia per eventuale biancheria stesa o anche per una finestra aperta . Per non parlare del tono di voce adoperato da chi parla al cellulare , senza entrare in merito a possibili risse tra etnie diverse e così via. Se poi entrassimo nel merito della famosa accoglienza diffusa, scopriamo che prima cosa non hanno nessuna intenzione di vivere in gruppi ristretti, anzi hanno bisogno, per affari loro (e si intendono tutti i tipi di affari, per lo più sporchi) di essere un nutrito gruppo: perciò scordatevi di vedere dieci bengalesi o nigeriani in un paese della Sardegna o di altra regione italiana, perché come minimo si sposterebbero tutti i santi giorni in città , così come avevate visto i migranti farsi trasportare dal Cara di Mineo a Catania, dato che c'era chi, dietro pagamento li portava in auto. In tutti questi ragionamenti vediamo che noi italiani, a parte chi gestisce e trae vantaggi dalla presenza dei migranti,( e cioè cooperative, insegnanti, mediatori, avvocati, volontari, sacerdoti e religiosi in genere, proprietari di immobili, fornitori di beni e servizi, apparati dello Stato che giustificano così la loro presenza ed esistenza, ) siamo dimenticati: le nostre esigenze passano in cavalleria, vengono dopo, cioè verranno esaminate e valutate dopo, non è che vengono risolte, ma soltanto se ne parlerà. Quindi scordiamoci che si pensi a qualcosa per gli italiani, a meno che non serva anche ai migranti, e prima a loro. Vertenze sindacali, possibilità di riaperture di aziende, incentivi per aprire nuove realtà (questo magari sì, perché così le società le fanno realizzare ai migranti: business plan, finanziamenti, consulenze...per loro free). Il succo è tutto lì. Alla luce di quanto sopra possiamo mai pensare che un politico possa, se intervistato o soltanto voglia presentare un programma di rinnovamento, mettersi a parlare di abolizione di studi di settore, obbligo di apertura di linee di credito per aziende vecchie e nuove, mettere fine alle ganasce fiscali e ai pignoramenti automatici, e cose simili? Giammai, vedrete che per prima cosa parlerà di limitare internet, di omofobia, di accoglienza, di femminicidio (prepariamoci magari a qualche caso estivo), di terrorismo e di nuove norme limitative per tutti, e poi forse di pensionati e di animali (anche qui, visto il periodo estivo e degli abbandoni da parte di gente cattiva) . Il possibile sviluppo economico non è nemmeno preso in considerazione e , come già 10 anni fa e anche più, mi fa incazzare che uno come Salvini si dica contrario all'aumento dell'Iva: no, non solo contrario, ma chiedi e proponi, con dati alla mano, di abbassarla. E' come per il prezzo della benzina e delle accise: non solo evitare che aumenti ma che si abbassi e che si tolgano, si elimino le accise. Un appunto a certe cosiddette associazioni di supporto ai consumatori: sentivo in questi giorni, dove in alcuni programmi tv, si parlava appunto dei pignoramenti dei c/c da parte di chi sostituisce Equitalia nella riscossione. Si diceva appunto che non ci sarà più bisogno dell'autorizzazione di un giudice per poter pignorare un c/c , e anche per una semplice multa. Mi direte che sono cose che si sanno,ma io la vedo così: anzitutto mi pare che ci siano multe con cifre spropositate, cui si aggiungono altre spese varie, nonché interessi; ciò vale anche per le tasse non pagate che, i nostri amici o quelli che dovrebbero esserlo e lo dichiarano,ma a parole, non hanno a memoria mia, mai speso una parola per dire a) che sono ingiuste e troppo elevate e b) che uno potrebbe non averle pagate perché i soldi non li ha. Cioè a loro, i nostri amici, forse per non farsi perseguitare dal fisco, va bene dire che le tasse bisogna pagarle, che entro 60 giorni si può chiedere un rateo, e tutte cose ovvie ma sbagliate: sì, perché è il principio su cui poggiano le loro parole e il fisco italiano che è errato. E non mi voglio rifare all'articolo, mi pare 53 della costituzione, ma solo al buon senso. Da dove li caga uno 50 mila o 100 mila euro al giorno d'oggi? Non tutti lavorano in Rai e, in ogni caso sono circa 700 euro mensili nel primo caso e il doppio nel secondo, e calcolato per 72 mesi. Non mi piace allungare il brodo e ,se anche so che ci sono un sacco di altre questioni aperte o apribili e tutte importanti e vitali, ritorno a un ragionamento del lontano passato e concludo : possiamo andare dal particolare (esigenza del singolo, sia appunto single o nucleo familiare o piccolo paese o comunità) all'universale (qualcosa che riguarda tutti i cittadini ) o viceversa. A chi vogliamo dare precedenza? E in che modo sopratutto intendiamo agire? Ma è ancora più importante sapere se sappiamo come agire, perché penso sia finito il tempo di andare in giro con dei cartelloni, degli striscioni o delle bandiere, ma anche farsi fottere avendo raccolto 350 mila firme o anche di più , convinti che era la cosa giusta e logica e pacifica da fare: era necessario studiare educazione civica e sapere se e come si fa a cambiare le cose. I vari Salvini, Meloni, Movimento 5 Stelle , le sanno queste cose o ci promettono che loro...quando noi saremo...e così via?

lunedì 5 giugno 2017

Il dimenticatoio

Possiamo cominciare da tutte le vertenze sindacali che ci ricordiamo, oppure preferiamo da qualcosa di più recente? Si può anche partire dal limite nell'uso dei contanti, fino ad arrivare a parlare di chi vuole proprio l'abolizione di monete e biglietti. O preferiamo riparlare del diritto di voto e della concessione della patente di guida per auto ai sedicenni? Ognuno può aggiungere qualunque cosa faccia capolino nei ricordi , anche i famosi 1.000 euro di pensione minima o il non chiaro reddito di cittadinanza. Il riferimento del dimenticatoio si rifà alle proposte avanzate sopratutto da politici, quasi mai dettagliate come invece lo sono state quelle riguardanti il lavoro, del prof. Gustavo Piga e di Maurizio Blondet: queste idee, senza volermi addentrare e ricordarne i dettagli, erano già comprensibili e condivisibili, nel senso che non ti veniva da pronunciare la solita domanda, ossia "dove troviamo i soldi". Poi , ognuno di noi, ha il proprio dimenticatoio, dove immagino ci siano le cose più interessanti per ciascuno di noi.

sabato 3 giugno 2017

Per chi non capisce

Finalmente , si dirà, si arriva al dunque: peccato che capire le cose, per molti di noi, avverrà attraverso uno choc e non ci sarà modo, purtroppo, di intervenire fattivamente, partecipando alla manovra, alla correzione auspicabile. Questo perché , in tutti questi anni, in cui ho predicato, non unico in ogni caso, spiegando che bisognava intervenire, nessuno o in pochi hanno dato retta: nessuno si è preso la briga di vedere , di verificare, se quello che dicevo erano o meno cazzate, o quanto meno cose senza importanza.
Al contrario, ci si è sempre più preoccupati del Medio Oriente, e da qualche mese , con maggiore interesse, anche all'Estremo Oriente: non ci facciamo mancare nulla pur di guardare altrove, e meglio se lontano. Non ce ne frega un beneamato cazzo se ci sono paesi e interi quartieri di medie e grandi città, dove sono spariti i negozi e le attività commerciali: dopotutto , basta che ci siano i centri commerciali, gli ipermercati, o che si possa acquistare sul web.

E meno male che qualcuno, ben più quotato di me, adesso ne comincia a parlare: ed era ora, ma peccato che ormai sia troppo tardi. Troppo tardi perché per cosa? Per invertire la rotta, per evitare che le città abbiano le loro china town o i quartieri islamici, e soltanto perché le amministrazioni comunali e la politica in genere, mazzettata , ha impedito che il dio denaro si impossessasse di interi stabili e strade, perché ha concesso che venissero edificati centri commerciali e città mercato, con il pretesto che grande è meglio, perché ha piacere che religioni e modi di vivere che sono in palese contrasto con il nostro “modo di intendere la vita” abbiano spazi dedicati. Queste persone, al pari di un qualunque italiano che voglia andare a vivere e lavorare all'estero, si devono

mercoledì 24 maggio 2017

Non si sa mai che qualcuno accetti

Come spesso succede, domande per noi importanti non ricevono risposte: ma più dispiacere c'è nel ritenere che non siamo stati capiti, che non ci siamo saputi far capire. Quindi le nostre domande, in questo caso specifico le mie, non hanno trovato udienza. Eppure il pubblico , attento e adatto, mi sembrava che ci fosse. Fior fiore di esperti credevo fossero attivi lettori di blog e siti dove ho , semplicemente, posto degli interrogativi e non solo sui migranti. Premetto, per evitare noiose ripetizioni di vocaboli e termini, che le risposte devono far sapere se c'è o no fattibilità, se ci sono o si possono intravedere o studiare alternative, se purtroppo non c'è niente da fare: ecco, cose di questo tipo.
Per cui, chiedevo di fare qualcosa per debiti verso lo Stato, e che non possono essere sostenuti in 72 rate : 100mila euro diviso 72 fa circa 1.400 euro scarsi. Ditemi dove uno li caga, se non li prende nemmeno come stipendio...se , Dio volesse, avesse un lavoro con posto fisso: nel mio caso, ad esempio, da fallito nel 2004, senza poter avere più un lavoro autonomo ma ritrovandomi con

martedì 23 maggio 2017

Fisco, conto corrente bloccato dal primo luglio in caso di contenziosi con l'Erario

Gli italiani l’avevano capito da un pezzo, diciamo sin dall’annuncio dell’ottobre 2016. Quando l’ex premier Matteo Renzi dichiarò con toni trionfali che Equitalia sarebbe scomparsa, senza però spiegare in che modo l’avrebbe sostituita. Qui c’è puzza di bruciato, pensammo un po’ tutti. E, infatti, man mano che il quadro iniziava a prendere forma i timori si sono progressivamente trasformati in realtà. Quasi subito è emerso che si trattava di una soppressione solo di facciata e che dal primo luglio 2017 sarebbe nato un nuovo ente, «Agenzia delle Entrate-Riscossione», con poteri rafforzati rispetto a quello precedente.
A differenza di Equitalia, infatti, l’articolo 3 della legge n. 225/2016 prevede che il suo sostituto possa accedere direttamente all’anagrafe tributaria, alle banche dati dell’Inps e ai nostri conti correnti. Una svolta sostanziale. Perché fino ad oggi questa possibilità era garantita solo all’Agenzia delle Entrate, cioè all’ente addetto all’accertamento, mentre quello tenuto alla riscossione, Equitalia, non ne aveva diritto. Va da se che il processo subirà una brusca accelerazione.
«Tra poche settimane - spiega a Libero il commercialista Federico Grigoli, partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati - il nuovo ente addetto alla riscossione dei tributi potrà immediatamente accedere alle banche dati per verificare quali sono i crediti e qual è il patrimonio del contribuente che il Fisco ha la facoltà di aggredire per rifarsi dei mancati pagamenti. Un modo per velocizzare la riscossione e una dimostrazione che nonostante ci sia una sentenza della Corte Costituzionale che lo dichiara illegittimo, il nostro sistema va sempre di più verso un modello “solve et repete”. Cioè costringe il contribuente a pagare e poi eventualmente a ritornare in possesso dei suoi beni se dimostra di aver ragione».
E del resto c’erano già diversi indizi che andavano in questa direzione. Come dimenticare che le ultime norme hanno arricchito il numero di database a disposizione dei guardiani del Fisco. Per dire, l’Agenzia delle Entrate (e quindi il nuovo ente per la riscossione) potrà consultare anche le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego presenti nelle banche dati dell’Inps in modo da semplificare la procedura che porta al pignoramento di stipendi, salari o altre indennità.
Così come è sempre utile ricordare che ormai da tempo le procedure esecutive per i debiti tributari sono svolte senza il controllo di un giudice. «Per esempio - spiega il commercialista associato allo studio Pirola - il contribuente che riceve una cartella esattoriale e non paga il debito dovuto può ritrovarsi il conto corrente pignorato senza che vi sia il via libera di un tribunale». Di fatto l’Agenzia delle Entrate decorsi i 60 giorni dall’avviso di accertamento (la classica cartella) può ordinare alla banca di versare la somma dovuta direttamente all’Agenzia. Una sorta di prelievo coatto. Ma non solo. Perché le Entrate possono imporre all’inquilino del contribuente moroso di girare allo Stato anche il canone d’affitto. «In tutti questi casi i cittadini hanno un unico modo per difendersi: fare causa all’Erario dimostrando di aver subito un danno».
E le brutte notizie non finiscono qui. L’altra amara sorpresa arriva dalla recente manovrina (dl 50/2017) che ha modificato la normativa sui pignoramenti immobiliari. L’iter parte con l’agente della riscossione che fa una comunicazione preventiva al proprietario per avvertirlo: se non paghi il debito che hai con il fisco entro 30 giorni sarà iscritta ipoteca sul tuo immobile. Fino a pochi giorni fa l’iscrizione poteva avvenire solo se il singolo immobile (eccezion fatta per la prima casa che resta fuori dai giochi) aveva un valore superiore ai 120 mila euro, con le nuove regole invece si considera il valore complessivo degli immobili di proprietà del contribuente moroso e se questo supera i 120 mila euro diventa possibile iscrivere ipoteca e successivamente procedere alla vendita del bene.
«Insomma - sintetizza Grigoli - non si parla più di immobile, ma di immobili. Per fare un esempio, con la precedente normativa, se non pagavo delle imposte e avevo un patrimonio di 10 immobili tra case e box, ma nessun cespite superiore ai 120 mila euro, lo Stato non poteva ipotecarne nessuno. Da oggi invece quegli stessi immobili, che sommati hanno un valore ben superiore ai 120 mila, potranno essere ipotecati e quindi successivamente espropriati e venduti all’incanto per ripagare il Fisco». Morale della favola: visto che l’abitazione principale non può essere toccata occhio alle seconde e terze case e soprattutto ai box auto.
Lo Stato deve fare cassa e non fa niente per nasconderlo. Tanto che lo fa dire al legislatore nella relazione tecnica di accompagnamento alla manovra correttiva. Nel biennio 2014-2015 - si legge - l’87% dei preavvisi di ipoteca (la comunicazione dell’agente della riscossione che avverte il debitore) non ha dato nessuna forma di pagamento. E nel restante 13% dei casi i contribuenti morosi che hanno provveduto a saldare il conto hanno versato in media 12.300 euro. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’azione esecutiva del 10% portando a casa 85 milioni di nuove entrate nel 2017 (si considera circa metà anno), 226 milioni nel 2018 e 282 milioni nel 2019. E si salvi chi può.
di Tobia De Stefano
fonte liberoquotidiano http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/12392536/fisco-blocco-conto-banca-contenzioso-primo-luglio.html

Curioso di sapere che cosa ne pensano i politici della destra e della Lega, ma anche quelli del M5S. Su Liberoquotidiano ho letto un commento che è da "calci in culo e nelle palle": il tipo in sostanza afferma che il fisco ti ha concesso 72 mesi di rateo e quindi basta, stop. Ma brutto pezzo d'idiota, se uno i soldi non li ha, o se peggio gli è stato calcolato il tutto con aliquote e percentuali da usura (inteso come percentuale alta e spropositata), come la mettiamo? I famosi soldi all'Inps che devi dare a prescindere del tuo ipotetico guadagno, che per chi non lo sa potrebbe anche mai arrivare e tu devi anticipare. Mi pare che ci siano troppe persone che hanno lo stipendio il 27.

lunedì 22 maggio 2017

Quarant'anni fa, forse...

Facciamo anche 50 anni fa, i nostri "amici" migranti, quelli che sostengono di essere minacciati in patria o dissidenti o perseguitati , sarebbero stati subito oggetto di interviste e avrebbero ricevuto il sostegno dei "compagni" o di chi per loro, e non dico una castroneria se ogni sabato, in stile autoconvocati, ci sarebbe stata una manifestazione di protesta davanti ad ambasciate o consolati dei paesi in questione. Invece così non è: e nemmeno i più esaltati tra gli italiani si sono sognati di intervistare o colloquiare con altri di questi giovani e prestanti migranti, ovvero coloro che fuggono dalle guerre. Non gli hanno detto andiamo a protestare davanti alle Nazioni Unite, apriamo uno dei tanti tavoli di pace (noi siamo abituati in Italia ad aprire tavoli ma non a concludere): no, niente di tutto questo, solo una manifestazione a Milano sabato scorso. Ecco che appare sempre più chiaro che le domande che ho sempre rivolto a me stesso , tornano a fare capolino: accogliere una persona in difficoltà è un atto che, se vuoi lo fai sennò picche; posso darti da mangiare e da bere e rifocillarti per due o tre giorni, fai anche una settimana, ma poi...poi ti devi arrangiare in altro modo, a meno che io non abbia da offrirti un lavoro, sennò te ne devi andare. E di norma un lavoro te lo offro se mi serve personale in più e se non ci sono italiani (in questo caso) che possono svolgere lo stesso lavoro: da qui discenderebbe poi il

sabato 20 maggio 2017

E nel frattempo...

Mentre Borghezio viene condannato per aver espresso giudizi e opinioni non politicamente corretti, e mentre in Germania avveniva l'esatto contrario, ove una donna, forse anche madre o mamma, ma di parte politica avversa può essere definita "troia nazista" e non succede niente, appunto, nei nostri porti continuano ad arrivare migranti , e nelle coste sbarcano clandestini, di solito questi ultimi sono algerini. Del resto subiamo ,sempre e comunque, notizie di parte, dove un governo non voluto, impone dal 2011 manovre fiscali che fa passare come indispensabili e necessarie per la ripresa economica, che però non c'è; dove ,e ormai lo ripeto da oltre 10 anni, non importa a nessuno se si vende all'estero, perché sono i negozi di città che devono vendere e avere clienti; clienti che devono avere un buon potere di acquisto perché, vivere servendo caffè a 50 centesimi a tazzina, non si campa, si chiude. E infatti dai tempi di Ciampi e Napolitano si parlava sempre di vendere i nostri prodotti all'estero, e lo si diceva ben sapendo di aver permesso di delocalizzare o di smantellare ciò che era rimasto come fabbriche; si è permesso di tagliare i prezzi dei prodotti agricoli , in barba al fatto che la GDO guadagnava e guadagna affamando i contadini; si è ignorato il pericolo del territorio devastato da costruzioni in ogni dove, dei canali dei fiumi non ripuliti, e magari si sono spesi soldi in aumenti di stipendi e in armamenti o missioni umanitarie discutibili. Si può proseguire, e concludo, osservando che per fallimenti e seconde opportunità, per l'accesso al credito da parte di famiglie e pmi, per cancellazione protesti e riabilitazioni e per il divieto di dossieraggio da parte delle finanziarie e banche, non è stato fatto nulla, anzi , se uno proprio volesse incazzarsi può riascoltare qualche intervento da parte di dovrebbe,a parole, essere dalla parte dei consumatori o utenti, e si fa un'idea di ciò che passa davvero in quelle teste: prima , associatevi e poi si vedrà.
Nel frattempo cosa succede? Sbarchi continui, nessuna possibilità di ottenere credito (a me, ad esempio, servirebbero 10mila euro per avviare la mia nuova attività, e ne ho solo trovati mille, per adesso:purtroppo ,se non li trovo entro 15 giorni max 20, l'idea sfuma), concorsi e posti fissi nello stato difficili da ottenere , nel privato idem, anche se qualcosa sembrerebbe muoversi (ma gli stipendi sono bassi, e si ritorna al discorso sul potere di acquisto che è troppo basso e alla qualità bassa di ciò che si può comprare con quella disponibilità di denaro): a ciò si aggiunge la sfiducia nell'idea di mettersi a discutere, a far valere le proprie idee e proposte, nella convinzione che intanto non servirebbe a niente, che ciò che possiamo dire o fare non cambia di una virgola la realtà.
Allora è vero che "ognuno per sé , Dio per tutti", cane mangia cane: come mi ha detto un caro amico "ti lascio, perché devo andare a cercare di trovare 50 euro che mi mancano e mi servono per pagare la bolletta". E ho pensato, giusto per aggiungere altra carne al fuoco: meno male che ci sono ancora i contanti, sennò come potrebbe fare? Si fa versare ,via smartphone o con bonifico, 10 euro da ogni amico? 

mercoledì 10 maggio 2017

Commentare nei siti? Non mi pare che ne valga più la pena

Che non ne valga più la pena è palese, ormai, per diversi motivi. Mi sento di dover accusare, e non sono l'unico ma ,anzi, forse l'ultimo, che ha notato finalmente che i cosiddetti siti di “vera informazione o controinformazione” o comunque “che sono definiti alternativi”, in realtà fanno come il M5S e cioè arginano la protesta e la contengono.
Un po' come certi partiti o movimenti politici in passato. Ergo, non troverò mai nessuno che raccolga qualche mia idea e la discuta, nessuno che interverrà su commenti miei o altrui per vedere se , chissà, possa esserci qualcosa di buono. E questo, cioè essere ignorati bannati e marginalizzati, vedere sparire i propri commenti , beh ti fa stare male: passi una volta, credi di aver commentato e invece il commento non “è partito”. Ma due o tre commenti in un giorno, ti induce a fiutare che qualcosa non va, non quadra.
Che dire poi dello slang che ognuno di noi possiede, per cui dalle mie parti “figlio di cane” ha valore di insulto bonario e non per niente spregevole, e che anzi talvolta è assimilato a furbo, a volpe o volpone, e invece mi sono visto “cancellare il commento perché sarebbe risultato offensivo”?
Si vede che c'è gente che non capisce proprio un beneamato cazzo.

martedì 18 aprile 2017

Siamo arrivati al limite?

Non credo , almeno se parliamo dell'Italia come pure se riparlassimo della Grecia, nazione su cui tanti di noi, per quanto ne so, puntavano: speravamo, ed è inutile nascondercelo, che i greci facessero il lavoro sporco per noi italiani e per tutti gli europei che si sono sentiti traditi dall'euro.
E voglio ricordare in quell'estate in cui iniziavano le rivolte, di come i vari Zucconi a radio Capital ne prendessero le distanze , in senso negativo verso i greci, ovviamente.
Oggi possiamo ,prendendo esempio da quanto avviene al di fuori dei nostri confini, fare qualcosa per cambiare la nostra realtà. 
Come? Partiamo dalla vicina Turchia, quella che ha il sultano Erdogan.
Ci si lamenta, prendendo per buona la nota dell'Osce, che la votazione per il referendum non è stata pulita, ci sarebbero stati brogli in stile, forse, come quelli per il nostro per scegliere tra monarchia e repubblica, con il medesimo risultato, e cioè quelli sono i dati ufficiali, e la partita è chiusa.
Ma siccome i tempi sono cambiati, ecco che il turco, afferma che non se ne deve né può più parlare e discutere: ed è qui che volevo arrivare.
Quanti di noi sanno di che cosa si può o non si può discutere in Italia? 
Allora mettiamola così: secondo voi , ci sono o no argomenti, temi, di cui è di fatto proibito parlare? E per proibito intendo sia il fatto che non ne sentiate discutere in tv, sia che si senta qualcuno che nei media cerca di argomentare e di portare l'attenzione su un dato problema, sia che la legge lo vieti proprio penalmente.

lunedì 3 aprile 2017

Per ora non interessa, ma

Sembra proprio così: fino a quando una situazione non ti tocca direttamente, te ne freghi, intendendo con ciò non un disinteresse motivato da un'aria di superiorità, quanto da mancanza di informazione su eventuali conseguenze di azioni , leggi, disposizioni, ordinanze e regole in senso lato.
Due esempi su tutti (quelli che ho in mente adesso): fra poco inizia la stagione balneare, e qui da noi in Sardegna, come forse anche altrove, in prossimità delle spiagge parcheggiare le auto, sarà a pagamento.
In alcune località quest'obbligo scatterà da giugno a settembre: c'è da dire che puoi sempre non andare in quelle località, in quei posti dove ci sono queste ordinanze, che oltretutto non prevedono la custodia del veicolo, né stai dando dei soldi per usufruire di un bagno o una doccia o del cestino dei rifiuti, solo perché occupi un dato spazio, anzi “uno stallo”.
Dopo di che c'è qualcuno che, senza una cadenza fissa, passa e controlla se nel tagliando esposto l'ora e il giorno corrispondono a quanto dovresti aver pagato: in difetto ti multano.
Da dire ancora che il tagliando potrebbe, secondo le zone, essere rilasciato da un macchinario o essere messo in vendita in qualche negozio ubicato “nella zona”: quindi quei soldi non danno uno stipendio, ma al massimo possono servire per la carta e la manutenzione della macchina erogatrice .
Se invece, e questo è il secondo esempio, dovessimo avere a che fare con il nuovissimo autovelox, quello che ci fotografa se ci stiamo scaccolando o frugando i denti con le unghie, allora le cose cambiano e in peggio: fatto salvo che uno può frugarsi quello che vuole, c'è da precisare che i macchinari in uso da parte delle cosiddette autorità compiono delle autentiche azioni di indagine che, e qui ci vorrebbe l'aiuto di un avvocato o un filosofo o un sociologo, a mio parere violano la privacy dell'individuo.
Oggi ci sono in uso apparecchiature in grado di stabilire , riconoscimento facciale a parte, tutti i dati relativi a un veicolo, nonché quelli relativi al proprietario e alle sue varie posizioni previdenziali oltre a pendenze con la giustizia: è giusto o no essere scannerizzati tutti i santi giorni e per diverse volte al giorno? Del resto possono disporre di dati attraverso le telecamere e i droni, e questi dati potrebbero anche essere rilevati e quindi archiviati, da società estere, ma anche essere carpiti, a nostra insaputa, quando siamo in viaggio in un paese straniero.
Perché, e concludo, in apparenza sembrerebbero cose irrilevanti, del tipo io non ho niente da nascondere, infatti chi dice così ti fa venire voglia di dirgli che “ce l'hai così piccolo che non lo devi neanche nascondere” , ma se a ciò aggiungete il monitoraggio del denaro, il fatto che vogliono sapere perché sei andato a Londra 10 volte negli ultimi sei mesi, come mai percorri sei volte al giorno la statale, perché entri dieci volte ogni giorno nel portone di quello palazzo se non ci abiti...e tutti questi dati , in se innocenti, vengono non solo raccolti, ma classificati, comparati, elaborati, per trarne delle conclusioni, dei giudizi sulle persone.

Non sono d'accordo, perché oggi non ci interessa, ci passiamo sopra, pensiamo che in fondo tra terrorismo, violenze e rapine, pirati della strada, forse è meglio monitorare il territorio: ma quando si va a collegare i dati, si tende a orientare gli individui affinché compiano delle scelte, facendo leva sulla ricattabilità che può venir fuori dalle loro abitudini sessuali o alimentari ad esempio, ecco che le cose cominciano a non quadrare più, come vuole chi auspica di controllare ogni centimetro quadrato del pianeta.
Quello che fanno e possono fare certe società, legalmente autorizzate o no che siano, si chiama dossieraggio, e in alcune nazioni dovrebbe essere vietato, ma appunto non è così dappertutto.

giovedì 30 marzo 2017

Visto su comedonchisciotte.org e postato qui

Due anni di carcere per Nicoletta Dosio e altri 11 militanti No TaV

di Giorgio Cremaschi

HO APPENA SAPUTO CHE NICOLETTA DOSIO E ALTRI MILITANTI NOTAV SONO STATI CONDANNATI A DUE ANNI DI CARCERE. SIAMO CON LORO.

La pesantissima condanna è per una protesta assolutamente pacifica di alcuni anni fa ad un casello dell'autostrada, senza alcun blocco del traffico. Questo è lo stato di polizia che stanno costruendo assieme il sistema di affari e potere, il suo governo, i mass media. Che sono oggi indignati per i 15 giorni di arresto inflitti a Navalny a Mosca, ma che sicuramente applaudiranno alle condanne liberticide in Italia. Come hanno già fatto, protestando contro gli ostacoli posti dalla polizia a manifestare in Russia, ignorando o lodando il sequestro di centinaia di persone a cui è stato impedito di partecipare al corteo Eurostop di Roma. Con la motivazione, dichiarata dal questore, che si è trattato di una selezione dei manifestanti anche "ideologica". 
Si conferma così che la violenza repressiva del regime è superata solo dalla ipocrisia della sua propaganda. Siamo con Nicoletta, con i Notav e con tutte e tutti coloro che lottano e pagano per questo. La stupidità autoritaria di sentenze, decreti Minniti, regime di polizia non ci fermerà. Forza e coraggio compagne e compagni.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-due_anni_di_carcere_per_nicoletta_dosio_e_altri_11_militanti_no_tav/6121_19493/

mercoledì 29 marzo 2017

Avrò capito male...io

Chissà perché i media e gli opinionisti se la prendono, sempre, con chi “fa qualcosa”, produce, dà lavoro.
Non ho voluto vedere la puntata di Report dove si parlava di chef premiati e stellati e dei loro ristoranti: e non l'ho guardata perché dal taglio,non tanto della trasmissione, che a mio parere ha sempre “fatto le parti ai cornuti”, ma da come hanno presentato gli argomenti della puntata nelle pubblicità.
Da come si introduce un tema, un argomento, puoi capire dove andranno a parare: e ,anche dal commento che ho letto oggi sul Corriere della Sera, non mi ero sbagliato.
Si fa presente, non dico si accusa perché,appunto, non ho visto la puntata, che con i loro 40 coperti i ristoranti stellati non possono coprire le spese, ergo si adattano,gli chef, ad andare in tv, a diventare critici enogastronomici eccetera.
Mi si dive dire perché una persona ,che opera in regime di concorrenza, non debba “diversificare” per coprire,appunto, le spese e ,se del caso, guadagnare.
Ma forse i vari Report e chi con loro, auspicano menù a 10 euro e con vino buono , il tutto ossequiati e riveriti, con tovaglia e coprimacchia, tavolo con diametro di 120 o 160 centimetri, un bel po' di stoviglie come Dio comanda, dei bei tovaglioli non certo di carta monovelo, entree e aperitivo offerto dalla casa: anche se il loro modo di ragionare li porta più verso lo stile fast food e pieno di americanate che ,sempre loro, indicano come “la moda da seguire”.
Perché? Perché sono esterofili fino al midollo, perché gli altri fanno sempre meglio.
Lo si è visto ,non da oggi, per il settore della moda, dei motori, degli arredi: gli altri fanno meglio e fanno pagare meno, almeno in “proporzione”, perché sulle auto o le moto, occorre “sganciare” denaro, mentre che so, con Ikea dovresti già sapere che compri qualcosa che ha poco e vale poco, anche se è presentata bene.
Infatti il marketing di Ikea e delle grosse multinazionali è ben fatto: non capiscono un cazzo di ciò che vendono, ma sanno come si fa, e lo dimostra il gruppo ben nutrito di seguaci che sembrano felici di essere fottuti.
Del resto sento sempre più spesso persone che dopo “aver mangiato tutto quello che volevano per 20 o 25 euro” ,mi fanno anche sapere che hanno trascorso diverso tempo in bagno tra sciolte , peti e mal di pancia in genere.
In ogni caso, contenti loro, e pure chi fa dei servizi senza fornire ,a mio parere, le informazioni giuste,così da permettere di valutare, che cosa ci sarebbe da aggiungere ancora?
Una cosa ci sarebbe: il lavoro nostro, per chi lavora almeno, così come quello altrui, ha dei costi che è bene,se non conoscere in dettaglio, almeno saper individuare.
E se questi tizi che fanno i reportage e le indagini fossero un po' capaci, lo capirebbero e lo farebbero presente: invece no.
Se hai 40 coperti, fatti un calcolo di quanti piatti e bicchieri ti servono, a meno che non voglia dare una festa in casa e usare una confezione di bicchieri, non di carta, ma di plastica, idem per piatti e posate: quindi ragiona e informati, almeno sommariamente, di costi di una tovaglia e di un copri macchia o anche di tovaglie all'americana (quelle dovrebbero piacere agli esterofili).
Poi chiedi quanta corrente elettrica serve per mantenere in piedi il tutto, vedi anche quanto si paga di affitto per un locale ,come quello del ristorante (che deve avere canna fumaria e almeno tre bagni e antibagno e ,se fa, pure un cortile) in zona, e dulcis in fundo il costo del personale.
Quanta gente c'è in cucina e in sala? Quanto costano?
Chi ha un fast food o quei locali ,mezzo abusivi, dove se devi cagare o pisciare devi trattenere fino a quando torni a casa (perché ,con il servizio che offrono, cioè non ai tavoli, non c'è l'obbligo di avere il bagno per i clienti:bagno che deve avere certe caratteristiche: informati! Sennò come hai aperto, asl o nas ti fanno chiudere...e fanno bene, perché gli altri, quelli che si mettono o sono in regola, non sono tutti dei coglioni!) perché un sacco di obblighi non li hanno, ecco proprio questi signori qui, hanno dei costi nettamente inferiori: anche perché la materia prima è quella che è , cioè non è di prima scelta.
Per farsi un'idea è sufficiente andare a visionare un qualsiasi centro ingrosso alimentare, per accorgersi di cosa c'è, di quanto costa.
La cosa che occorre rimuovere è la simpatia,non tanto per il personale, spesso sottopagato, che vi opera, ma per i marchi, i grandi marchi, presenti: se tu sei convinto che quella bevanda, quel sugo, quell'olio, siano i migliori, allora devi essere riprogrammato, ma una bella riprogrammazione anche nel palato non guasterebbe.
Tornando ai costi del ristorante, il personale costa, sopratutto se lo paghi quanto deve essere pagato: non entro nei dettagli del costo sullo smaltimento dei rifiuti, sulla disinfestazione, né sulle materie prime.
Certo se uno pensa di confrontare un ristorante,anche a conduzione familiare, che compra non nei cash and carry, ma dai produttori, che sa ciò che sta comprando, con un ristorante dove la spesa la si fa magari al discount, allora siamo fuori rotta: se poi c'è gente che lavora in nero, e magari senza neanche continuità in cucina, si confrontano grandezze non omogenee.
Se poi si vuole invece discutere sui piatti degli chef stellati e pluripremiati, posso condividere le critiche sulle quantità e sulle scelte di sperimentazione, sopratutto con chi vuole ,così mi sembra, premiare il mix con spezie e altro proveniente dal culture ,gastronomiche, non nostre o non ancora assimilate o assimilabili: preferisco la tradizione, anche perché ,per ciò che ho visto e che credo di conoscere, tante persone non conoscono il vero sapore di ciò che potrebbero mangiare, anche perché forse non hanno mai assaggiato il cibo così come doveva essere cucinato.

Diciamo che c'è troppa gente “vittima” dei piatti pronti, surgelati.