lunedì 22 luglio 2013

Politici che si vergognano e cittadini che si incazzano


Pur rendendosi conto di non essere all’altezza della loro funzione, i politici difficilmente si schiodano dalle loro poltrone. Cosa possono fare i cittadini per smetterla di subire? Agire in proprio senza aspettare direttive.
La responsabile regionale del PD sardo, Valentina Sanna, annuncia con una lettera aperta le sue dimissioni dal Partito, dopo aver constatato che ormai da troppo tempo gli ideali dei suoi elettori vengono sistematicamente traditi. (https://www.facebook.com/valentina.sanna.374) Brava. Forse. Non è dato sapere se queste dimissioni siano una boutade in vista di un mutamento di casacca, avendo fiutato – da brava isolana – il cambiamento del vento. Vedremo nei prossimi mesi se questa mossa prelude ad un tentativo di “avanzamento di carriera” nell’agone politico, che lei stessa ammette essere dominato da personaggi di ben altro livello rispetto ad un misero Presidente Regionale del Partito, quando afferma


“non mi riconosco affatto in chi lo governa realmente a livello nazionale e regionale.”
Sottolineo il “realmente”, come dire che chi comanda non sempre è chi sembrerebbe deputato a farlo.

Il che fa venire in mente la famosa frase di Nathan Rothschild che sosteneva: "Non mi importa di quel pupazzo che è posto sul trono d'Inghilterra a governare l'Impero su cui il sole non tramonta mai. L'uomo che controlla l'offerta di moneta della Gran Bretagna controlla l'impero britannico, ed io controllo l'offerta di moneta britannica." (http://it.wikipedia.org/wiki/Rothschild)
Insomma, comanda chi tiene in mano i fili e sta dietro le quinte. Come nel Teatro dei Pupi (https://it.wikipedia.org/wiki/Opera_dei_Pupi). Che bello vedere come si divertono i bambini guardando i balzi dell’ Orlando Furioso! Quelli più piccoli magari pensano che le marionette vivano di vita propria. Che ingenui!
Noi adulti invece non abbiamo tempo da perdere con queste futilità. Preferiamo guardare in televisione le importanti dichiarazioni di Obama o di Napolitano che ci spiegano come uscire dalla crisi…


La Sanna continua poi sull'argomento dei “controllori” della politica:
“Il tema del ricambio della classe politica è cruciale e non più rinviabile. Ma non servono un semplice rinnovamento generazionale, o un congresso guidato dai soliti, intramontabili capicorrente. Serve una svolta culturale, un affrancamento dal potere del capo locale. È necessario sottrarsi al suo ricatto, e riconoscere che in nome dei vantaggi che ne possiamo ricevere (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti), accettiamo iniqui favoritismi e arbitrarie discriminazioni. Quindi, o si cambia profondamente, o si muore.”
Fin qui tutto bene. La nostra “insider” ammette nuovamente che i Partiti sono nelle mani dei soliti “maneggioni”. Peccato che si lanci altresì nel consueto affondo contro Berlusconi, contrapponendogli nientepopodimeno che il mitico Prodi. Ammazza te che confronto… Come pensare di curare la lebbra col cancro! Poi si esibisce con una sequenza di argomentazioni, peraltro non prive di fondamento, ma trite e ritrite, sui temi che le stanno più a cuore: il ruolo delle donne in politica, l’occupazione, l’inquinamento, le servitù militari, ecc…


Il concetto più importante che esprime – almeno per me – però è questo:
"Purtroppo, la resistenza al cambiamento è connaturata all’essere umano. Nonostante milioni di anni di evoluzione ci dicano il contrario, continuiamo a pensare che la sopravvivenza nostra o del nostro gruppo, sia più importante del miglioramento di tutta la specie. A questa convinzione sacrifichiamo qualunque cosa, anche di fronte all’evidenza che non è più il bene comune ciò che stiamo perseguendo.

In fondo, è stato questo il male che ha colpito i partiti e, alla fine, la nostra società."

Sacrosanta verità.


La lettera si apriva con un “vergogna”, che è il sentimento che la Sanna ammette di aver provato nell’essersi resa conto di far parte di un Movimento nel quale non si riconosce più. Finalmente, Valentina: benvenuta nel club! Non so tu dove voglia andare a parare; non so in quale veste intendi continuare a fare politica. Ti posso però portare la mia esperienza e metterti a parte di qualche ragionamento.


Anch’io ho avuto dei trascorsi in politica in un ormai lontano passato. Roba di piccolo cabotaggio; però ti faceva sentire in qualche modo importante e utile al miglioramento della società. Penso che questa genuinità nella militanza politica – non importa quale sia il Partito – sia da una parte un bene, e dall’altra un male. Un bene nel senso che appunto è positivo che uno si impegni in prima persona – troppo comodo sempre delegare – nella società civile; e un male perché si corre il rischio di farlo acriticamente, alimentando il serbatoio degli “utili idioti”.

Gli “utili idioti” sono quei gonzi che sono talmente presi dalla loro missione, schiavizzati dall’ideologia, da non rendersi conto di essere strumentalizzati da quelli più furbi. La loro utilità consiste nell’ingenua dedizione con la quale si danno da fare in nome del loro credo. Non importa quale che sia: religione, filosofia, politica, scienza, educazione, ecc…; ognuno ha dei principi ai quali obbedisce ciecamente e che generalmente sono orientati al concetto di “bene comune”.

Così c’è chi ad esempio sacrifica ore di riposo per dedicarsi alle esercitazioni della Protezione Civile o aiutando una ONG; chi semplicemente lavora con coscienza, professionalità e umanità nel Settore Pubblico, mentre magari i colleghi lavorano alla “cazzo di cane” aspettando solo che arrivi l’ora di stimbrare; c’è il prete di provincia che invece di inchiappettare i chierichetti si spende veramente per il bene della comunità; oppure addirittura c’è chi giunge all’estremo di sacrificare la propria vita in nome della Patria.

Tutte queste persone sono la faccia bella della società. Sono quelle che permettono a tutto il carrozzone di andare avanti. E ai furbi di riempirsi le tasche alle loro spalle, senza tanto lavorare. Siamo la carne da cannone. I polli da spennare. Questa è la triste funzione degli abitanti di questo pianeta che non appartengono alle prime tre fasce di merito – che sono quelle dei Padroni del Mondo, della loro corte e quella dei loro servitori e cani da guardia.


I “furbi” invece – meglio noti come “maledetti figli di puttana” – sono quelli che approfittano della patina di lustro che le persone per bene danno al sistema, per farsi esclusivamente gli affari propri. Si arricchiscono a discapito degli altri, dei quali sfruttano al massimo la dabbenaggine e pure il portafoglio; ma anche la loro pazienza. Tant’è vero che qualcuno, come la nostra brava Valentina, a un certo punto si ferma e comincia un attimino a riflettere. Ed è quello che chi sta ai comandi assolutamente non gradisce. Non vuole che ci fermiamo a pensare.

Via, scattare! Correre, correre, correre; dobbiamo crescere!! Presto, competiamo! Occhio ai Tedeschi! Maledetti Cinesi… La banca! La banca! Attenti, sta per speronarci! Laggiù: aumentate la produzione! No; no, non fermatevi a pensare, non c’è tempo… dobbiamo abbassare lo spread!! Fottuti mercati…non ci avrete mai vivi (questo è sicuro…)!


Se invece le avversità della vita non solo vi danno il tempo (siete degli esodati? Dipendenti pubblici greci? Pensionati?), ma vi stimolano alla riflessione – come è stato nel mio caso – ecco che magari potete rendervi conto di come funziona il “sistema” e di qual è il vostro posto al suo interno. Valentina ha provato vergogna. Per me la sequenza di sentimenti invece è stata la seguente: delusione, rabbia, sconforto, consapevolezza.


Fase 1) Dapprima c’è stato lo stupore che mi ha colpito nel rendermi conto di come banalmente la vita sia fatta di pesci grandi e pesci piccoli e di come tristemente il nostro destino sia quello di rimanere pesci piccoli e di finire spolpati. Non esiste etica in natura. Quella la insegnano a noi. Ci educano alla comprensione, ci insegnano grandi valori morali, ci dicono di essere buoni e pazienti. E intanto ci sbranano (vi propongo questo video perché è molto avvincente e spiega con una semplicità lapalissiana come funziona la vita: http://www.youtube.com/watch?v=7_fseVM2fFY).


Fase 2) Poi comincia a ribollirti il sangue, perché realizzi che chi avrebbe dovuto proteggerti dai predoni e dagli assassini – le istituzioni e i suoi rappresentanti, la Chiesa – a parte la lodevole categoria di quelle persone che come detto fanno il loro dovere con coscienza – e per fortuna ce ne sono tante – non solo non ha la minima intenzione di assolvere al proprio compito, ma anzi è complice attiva del massacro sociale al quale ci ha costretti. Dentro di te a questo punto senti crescere la sete di vendetta, che ti fa dire, o scrivere sui blog, ogni sorta di improperio nei confronti di chi è responsabile di questo stato di cose. Di solito il tutto è accompagnato da una serie di considerazioni su quali possono essere i modi più spietati e dolorosi coi quali torturare ed uccidere questi parassiti che ci dominano. Ho notato che i sistemi che vanno per la maggiore non sono poi così sofisticati. Alle armi più moderne i rivoluzionari da salotto preferiscono strumenti più tradizionali, ma non per questo meno efficaci, come ad esempio bastoni, forconi, fucili, mazze ferrate… Penso che sia perché necessitando spesso della forza bruta per essere utilizzati, danno la possibilità all’insorto di sfogare fisicamente la propria rabbia trasformando il malcapitato ex approfittatore di turno in una sorta di ragù a furia di mazzate.


Fase 3) Presto realizzi che queste sanguinarie fantasie sono destinate a rimanere tali, perché intanto la nostra natura di uomini “civilizzati” non prevede più l’uso delle mani contro il prossimo – ormai solo i “barbari” abitanti del terzo mondo possono realizzare le loro “primavere”, noi siamo diventati un popolo di rammolliti – ma soprattutto perché ti rendi conto di quanto potente sia il nemico e di come sia ramificato il “sistema”.

Come può un misero cittadino di serie Z combattere contro il “sistema”?? Come puoi misurarti con gente inarrivabile che non sai neanche come si chiama, dove vive, che lavoro fa? Sai solo che queste persone sono alla guida di multinazionali o superbanche che girano miliardi di dollari, quando tu neanche ti permetti più di comprare la pizza per asporto perché costa troppo! Di questi tempi ti mangi quella surgelata, che non è un granchè, ma se non altro con meno di un paio di euro ti riempi lo stomaco. Poi guardi la confezione della pizza e ti accorgi che sulla scatola c’è l’odioso marchio. Minchia! Così scopri che la famosa azienda italiana adesso appartiene al noto gruppo alimentare svizzero, e che comunque la pizza è stata sfornata da una fabbrica tedesca. Così hai regalato altri due Euro al nemico. Che fastidio! Vivi in un paesino di provincia e la piovra è arrivata senza problemi fin nella tua cucina.

Poi pensi al tuo vicino di casa, che fa il geometra in comune, che tutti sanno che prende le mazzette per accelerare le pratiche. D'altronde anche il sindaco ha legami molto stretti con quell’industriale così munifico. Ricordi il racconto dell’amico commerciante che per avere un fido di poche migliaia di Euro si è sentito chiedere un interesse del 13%, lievitato al 18% dopo pochi giorni. E non si era rivolto a Goldman Sachs o a Citybank; si è recato allo sportello della locale Cassa di Risparmio. Insomma, la corruzione del “sistema” è ovunque intorno a te.


Fase 4) La situazione sembra disperata. Ma se realizzi che è meglio non fidarsi di nessuno, se hai capito che le ideologie sono una trappola, a che cosa puoi aggrapparti per andare avanti? La risposta è di una semplicità e di una logicità disarmante: riparti da te stesso. Il nuovo mondo si costruisce intorno a te e alla tua cerchia di affetti. Scegliendo come vivere e accettando meno compromessi possibile. Cercando di contagiare più persone possibile con il virus del libero (ed intelligente) pensiero e della conseguente azione. I tempi sono maturi: fette sempre più grandi di popolazione hanno capito che dall’alto non arrivano cambiamenti in positivo, ma sempre nuovi guai e nuove imposizioni. Basterebbe solo che la gente avesse quella lucidità necessaria a comprendere che la soluzione ai nostri problemi è quella di ignorare i richiami dei nostri arroganti padroni e ragionare fra di noi su come costruire una società più giusta.


E se no resta comunque valida e disponibile “l'opzione randello”.



Severo Magiusto

link: http://www.lavocedellaplebaglia.net/2013/07/purrendendosi-conto-di-non-essere.html[/i]

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