giovedì 25 aprile 2013

Mio commento al post precedente ( pubblicato anche su CDC)

Avevo avuto modo commentando altri post di far sapere che qui a Cagliari, ad esempio, alcuni che "gestiscono" fondi della caritas e non solo (ci sono le anime pie che "donano" denaro e altro alla chiesa:se vai tu a chiedere aiuto ti danno un calcio in culo...ma per gli altri, poverini c'è sempre una soluzione) come questi sacerdoti/funzionari di cui mi hanno parlato testimoni oculari, hanno trovato casa per numerosi extracomunitari sfrattati da un capannone occupato abusivamente (dove alcuni extracomunitari chiedevano e ottenevano dagli occupanti somme di denaro per poter usufruire di questa struttura fatiscente); sempre la chiesa ,ma talvolta anche il comune, paga a loro bollette, affitti, dà somme di denaro (dicono che il comune dà circa 250€ a diversi extracomunitari senegalesi), trova lavoro , paga le rette scolastiche e gli extra (loro le gite e le attività extra le hanno pagate), li ospita nelle mense e negli alloggi. Se invece,come mi ha detto una persona che ha avuto bisogno, ci vai tu, per prima cosa ti fanno una radiografia, poi un terzo grado in cui ti fanno sentire in colpa per la tua situazione (un po' come gli italiani che hanno o avrebbero vissuto al di sopra delle proprie possibilità), poi ti chiedono se hai dato fondo ai tuoi risparmi, perchè non ti vendi il cellulare e orerie varie, se hai qualcuno che può darti una mano eccetera. Ora per dirla tutta e visto che il mio vecchio blog su leo.it è stato (come tutti gli altri ospitati su quella piattaforma) cancellato, ricordo che scrissi della mia esperienza diretta proprio con la diocesi sarda che gestiva i fondi antiusura e che doveva,in teoria, mettermi nelle condizioni di riprendermi evitando,appunto di ricorrere agli usurai e di fallire: risultato che non è stato ottenuto, dato che mi hanno ,dopo alcuni giorni e dopo un terzo grado umiliante, risposto picche. Eppure avevano garantiti circa 100 150 euro al mese di restituzione (tramite la pensione di mio padre che avrebbe,appunto, garantito pe me). Ora leggere quanto sopra nel post mi fa incazzare e ,come ho scritto anch'io commentando, le cose non sono cambiate anzi.Sapete quanto cibo dovrebbero consegnare e invece fanno scadere? Sapete che a quelli come me non lo danno? Sapete che alcuni collaboratori pur essendo anche loro bisognosi vengono ignorati e invece vengono aiutati nordafricani, rom, asiatici? Mi diano pure del razzista, non me ne sbatte un cazzo. Se Dio vuole e mi darà la possibilità di rivedere la luce, di ritornare a essere autonomo dal punto di vista economico, sarà mia battaglia far luce su questo modo di gestire il denaro.Ci vorrebbe qualche associazione non cattolica, ispirata magari a sentimenti e ideali cristiani ma non legata a preti e suore, che aiuti prima quelli del posto, ma ad affrancarsi: della serie che "non dovete ritornare qui " perché se tornate dopo che vi abbiamo aiutato, vuol dire che "noi abbiamo fallito, abbiamo sbagliato".Invece l'industria dell'assistenza vuole che ci sia la fila fuori della sagrestia, che ci siano centinaia di persone dalle 5 del mattino per la colazione e altrettante pe ril pranzo e la cena:niente di più sbagliato. Per le badanti è un discorso simile ma con altri aspetti.

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