domenica 24 settembre 2017

Il maltempo non ferma i migranti Nuovo sbarco sulle coste sarde

Nuovo sbarco di migranti nella notte sulle coste sarde.
Intorno a mezzanotte, il pattugliatore "S.Ten. Paolini" del gruppo aeronavale di Cagliari ha intercettato una piccola barca in vetroresina con a bordo 5 migranti.
In precarie condizioni fisiche, in seguito alle condizioni meteo e marine avverse, hanno dichiarato di essere cittadini algerini.
L'imbarcazione è stata raggiunta a poche miglia da Capo Teulada: i migranti sono stati trasbordati sul pattugliatore, dove gli operatori hanno prestato la prima assistenza.
Poi lo sbarco al Porto Canale di Cagliari nelle prime ore di questa mattina.
Poche ore dopo, un altro barchino con 12 persone a bordo, anche queste dichiaranti nazionalità algerina, è stato rintracciato dalla Sezione navale della Guardia di finanza di Sant'Antioco in prossimità del porto.
I migranti sono stati portati al Cpa di Monastir per le procedure di fotosegnalamento.
(Redazione Online/s.s.)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/09/24/il_maltempo_non_ferma_i_migranti_nuovo_sbarco_sulle_coste_sarde-68-647893.html

venerdì 22 settembre 2017

Tradimento

Già altre volte mi sono interessato alle affermazioni , riprese poi dai media, di personaggi famosi che, giunti a un dato momento della propria vita, fanno mea culpa: di cosa? Di un po' di tutto ciò che hanno fatto e che, il più delle volte, li ha indicati come riferimento in tanti aspetti della vita. Non posso trascurare il sesso e , secondo i gusti, il fatto di "avere" (avuto) molte donne e/o uomini; o di aver sperimentato una miriade di droghe e bevuto fiumi di alcol , nonché di aver visitato mezzo mondo, oltre a disporre di numerose abitazioni, vuoi in città o in montagna o al mare. Tralascio il parco autoveicoli e il numero dei gioielli. Ecco che , ogni tanto , qualcuno va in tv o rilascia interviste , affermando che quanto sopra non ha davvero senso per vivere bene, anzi. Sì, però aiuta, come un buon  conto in banca o aver la disponibilità liquida in casa. Se a te, caro vip, non ti servono quei soldi, scrivimi: stai pure certo che, e chi mi conosce lo sa, quello che è in più lo darò volentieri a chi , come me, ne ha bisogno. A me oggi, per poter avviare la mia nuova attività, serve qualcosa come 15 mila max 20 mila; e te li potrei restituire o ,se preferisci e ti fidi, li darò mese per mese, come in un prestito: il punto è che a me, ex fallito, seppure il libro nero non dovrebbe più né esistere né essere consultato e consultabile, non dà niente nessuno, forse per pendenze con Equitalia e che ,il curatore fallimentare , si è ben guardato da affrontare. Per cui, se vuoi sono qui. Chiusa parentesi, mi pare strano che ci sia un numero così grande di pentiti tra i vip. Ed è anche vero che ci può essere, tra loro, chi si sente solo, usato dagli amici, sfruttato dai manager: però, che una persona arrivi a rinnegare il proprio passato, ce ne passa e ce ne vuole. Un po' diverso è il comportamento di chi si fa eleggere alla camera o al senato, o chi vuole governare città o regione: in questi casi le stranezze avvengono quando, seppure sollecitati gli eletti si trincerano verso il solito discorso. In perfetto slang medico/ospedaliero , ci si sente dire che "la situazione era più grave del previsto": al che la risposta, se anche inutile, è "grazie al cazzo", questo già si sapeva, sennò a che pro darti i nostri voti? Intanto loro, gli eletti, continueranno a non fare niente di ciò che avevano promesso in campagna elettorale, arrivando perfino a rinnegare o meglio a eliminare dalla loro agenda anche temi assai cari a quasi tutti coloro dotati di buon senso: sovranità territoriale e monetaria, occupazione, pensioni, sviluppo e ricerca, sanità, territorio, istruzione, retribuzioni. Tutte promesse da marinaio, presto fatte e presto dimenticate. Possiamo fidarci di chi vuole rinegoziare i trattati , numerosi, che la nostra nazione ha firmato? Se sì ci dicano anche come e in che tempi, lasciando perdere i famosi pugni sul tavolo o le scrivanie da rovesciare: vediamo se ,oltre alla presunta competenza possiedono anche il linguaggio comprensibile dalla nonna e dagli studenti fuori corso. Aboliremo questo e quest'altro: dimmi però cosa succede, sennò siamo a Renzi con Equitalia, o a Silvio con le ganasce fiscali, laddove non è cambiato niente e neppure con la rottamazione tanto strombazzata. Ieri a "dalla vostra parte" su rete 4, un tale mostra due bollette di Eni energia, per complessivi, se non erro, 70 mila euro, e costui era un albergatore. Ditemi chi si ritrova con bollette di acqua o cartelle varie, e cifre simili, come cavolo le riesce a pagare in 72 mesi, o poco più. E tralascio il caso in cui siano prevedibili delle spese aggiuntive. Al mio vecchio, over 85, gli è arrivata una cartella di Equitalia, di oltre 100 mila euro: da dove li potrebbe tirare fuori a fronte di una pensione di ,se non erro, 1.200 euro? Oltretutto non ha beni al sole né auto sportive o gioielli o quadri e opere d'arte. Gli vuoi fare la cessione del quinto che, se non sbaglio non gliela possono neppure fare? Il punto è che , giustizialisti alla Di Pietro o sinistra italiana a parte, in pochi in Italia si rendono conto che le aziende che falliscono,ad esempio, è vero che affondano perché non pagano i debiti, ma sarebbe bene, giusto per non essere miopi, come e di che natura sono questi. Si scoprirebbe che la maggior parte sono debiti nei confronti dello Stato, inteso come Equitalia, Inps ,Agenzia delle Entrate e similari: assai meno verso fornitori. Ho visto un amico , mio cliente alla fine degli anni 90 , fallire nelle settimane scorse per un debito di 18 mila euro, a fronte di un buco enorme nei confronti di Equitalia & Company: circo 900mila euro di entrate per contro debiti consolidati per 2 milioni di euro. E come diceva quel tale, fate vobis, io rimango, come un fallito, come un coglione a sostenere che è troppo elevato il costo del lavoro, al pari delle tasse e dell'iva. Non sostengo né i caporali , né il sistema che lo alimenta, capisco chi fa andare la gente a lavorare in nero perché non si può permettere di pagare l'Inps per costoro, né si può permettere di pagare ferie e tredicesime: chi non ha mai avuto un'impresa, non si rende conto di che cosa vuol dire tenerla in vita, ma in modo da non incorrere in sanzioni, multe, e similari. C'è un amico che ha un bar, in centro, e vi lavora lui e la moglie: il bar aveva un dipendente, ma da alcuni anni non più. Paga le tasse del cazzo, cioè rifiuti , insegna, oltre all'Inps e tutto ciò che deve esserlo: i circa 900 euro di stipendio del personale, oggi servono per pagare tutto ciò che ,con quel tanto , si può coprire. La sua fortuna è non avere nessuno da dover stipendiare, per contro lavora dalle 7 del mattino alle 9 e mezza 10 di sera, mentre la moglie, è nel bar dalle 8 e mezza alle 5 di sera: per sua scelta non lavora la domenica, e giustamente si gode 12 massimo 15 giorni di ferie in agosto , più qualche festività tipo "primo maggio" . A neanche 100 metri da lui , un altro amico opera, stoicamente, da solo : la gestione del bar è simile, ma appunto senza l'ausilio della moglie, e per ragioni ignote, non lavora né il sabato pomeriggio né la domenica, e come l'altro bar chiude per le "feste consacrate". Però, almeno per ora, stanno in piedi: ma per dirla tutta è bene approfondire, e facendolo si scopre che nel primo caso, sono certo che non paga affitto in quanto proprietario del locale, e che i soldi li ha fatti quando si potevano fare. Ora chi affonda le imprese in Italia? Oltre a quanto richiede lo Stato alle varie partite iva,ci sono da sommare anche i costi degli affitti e del suolo pubblico, più tutti gli adempimenti , dai più coglioni come quello di dover avere uno scaldabagno nei bagni riservati al pubblico (se lo attacchi e fai funzionare o non lo fai, a noi non interessa: detto da chi ha fatto il controllo), a quelli più seri come disinfestazione. In ogni caso chi è al governo, come chi ci andrà, ignora volutamente tutte queste problematiche che possiamo definire di settore, o di categoria: così come io posso ignorare quelle di chi opera negli ospedali o nel mondo della scuola, ma non per questo me ne frego. Semmai dico che occorre riprendere in mano la nostra nazione, e per farlo bene è indispensabile che siano interessate tutte le categorie di lavoratori così come tutti coloro che, invece, sono stati "buttati fuori" dal mondo del lavoro.  E secondo voi lo faranno? Verranno ascoltati e poi presentati programmi per questi interventi? Ho seri dubbi.

mercoledì 20 settembre 2017

Ma c'erano o no?

Penso alle volte in cui, come quando c'è stato il governo Monti, ho invocato la presenza e l'intervento di intellettuali, vip, cantanti attori e registi: e questi non solo non c'erano, non si sono fatti vivi. E mi sono chiesto perché ho creduto che ci potessero, davvero, essere, e come mai ho pensato che in un passato ci siano state persone che si sono esposte, sono entrate di prepotenza nella vita politica per sostenere idee e progetti, magari anche sbagliati. Ebbene ho la netta convinzione che devo aver sognato o idealizzato, la presenza di costoro: sono vissuti e hanno agito solo nella mia mente. Mi sono convinto che uomini e donne di quella stoffa, cioè capaci di contrapporsi a chi governa,male, il proprio paese, potessero esistere: e così li ho creati nella mia mente, ho pensato che in passato, anni fa, magari quando io ero giovane, ci siano stati e abbiano tenuto testa, fatto qualcosa. E invece no, non è stato così: come nella realtà l'attore, il regista, il cantante, lo scrittore, sono come me e forse come voi, cioè pensano a portare acqua al proprio mulino, ai soldi, a pagare le bollette, comprarsi casa e a dove andare per capodanno, alla settimana bianca, a trovare qualcuno che conosca tizio e caio, insomma persone normali. Gli eroi esistono, ma nei film e nei romanzi: quelli dei romanzi si prestano meglio al mio carattere, alla mia indole, gli altri sono troppo filoamericani , anzi lo sono proprio, e hanno troppo le idee chiare, non hanno mai dubbi, loro sono sempre dalla parte giusta. Io, al contrario, mi pongo domande.

Non so se bisogna preoccuparsi

O forse preoccuparsi oggi è troppo tardi. Ma per cosa? Quelli come me, i ragazzi del 77, credo che siano cresciuti, almeno finché sono rimasti in ambiente scolastico , con la convinzione di poter incidere sui cambiamenti che la società, secondo il loro modo di vedere, necessitava. Convinzione che è risultata nel tempo, errata. L'unico modo che si conoscesse per far sentire la propria voce, era e si pensa ancora sia il voto: le manifestazioni , i cortei, risultano agli occhi dei cittadini (da convincere) fastidiose ,allorché dannose e controproducenti. Il ricorrere alle armi, peggio che mai, dato che noi abbiamo sempre condannato gli atti di terrorismo e gli omicidi politici (e anche gli altri tipi di omicidio). Questa introduzione cerca di capire se c'è stato un blackout , mentale e culturale, che ha stoppato ogni possibile evoluzione nel modo di (credere) intervenire nella società. Per fare cosa? Le nostre necessità, al tempo, erano le solite tipiche di una scuola che ha bisogno del riscaldamento, della palestra, di una biblioteca (magari , oggi, multimediale), ma sopratutto di professori che , oltre a essere pagati il giusto , possano aggiornarsi e migliorarsi: nel contempo c'erano, e ci sono, i problemi legati alla mobilità e che , per estensione, riguardano tutti i cittadini. Concludo dicendo la solita frase che assolve e accusa tutti: chi abbiamo mandato in parlamento non ha fatto un tubo, dato che a scuola e nei giornali, non hanno spiegato come si fanno le leggi, né l'iter che hanno, e neppure come farle funzionare; non solo, perché non ci hanno detto che poi queste, anche se approvate possono poi essere bloccate e rese nulle. A ciò si aggiunge che tutti, sia chi ha proseguito gli studi universitari, sia chi ha trovato lavoro, ha dovuto pensare a portare a casa la pagnotta e ha convogliato la rabbia e il senso di colpa (per aver smesso di lottare) , prima nelle partite di calcetto o nella cura dei figli, poi oggi forse è davanti a una tastiera o con uno smartphone in mano, pronto ad aderire a gruppi di discussione, forum, social. Ma in concreto? Niente. Ecco che convincere un giovane con la metà o anche meno dei miei anni, che bisogna fare, lottare, esporsi, per attuare un cambiamento, non solo risulta difficile, ma , come è giusto che sia, uno si prende una bella tirata di orecchie. Perché non lo hai fatto tu quando lo potevi fare? Oggi tra rischio di abolizione dei contanti, superpoteri messi in atto dalle commissioni europee, diktat di quel paese o di qualche uomo alla Soros, immigrazione e femminicidi ossia problemi che esistono ma spostano l'attenzione dagli economicidi e dall'impoverimento (a tutti i livelli) della nostra società, ci ritroviamo a dover ricostruire un paese, ma senza averne culturalmente i mezzi. Sono assenti , oltre al senso di appartenenza a una nazione, anche e sopratutto a una cultura, un progetto, un'idea: se quelli come me hanno pensato a come sbarcare il lunario, perché i giovani d'oggi non dovrebbero fare la stessa cosa? Mancano in Italia, oltre a uomini e donne di spessore , un senso critico ma costruttivo. Viene da pensare a una battuta di Marcello Marchesi: 
E se i giovani di oggi fossero fessi? Può capitare, ogni tanto, una generazione di fessi. Poi, la prossima, intelligentissimi.
E , aggiungo io: la mia è stata di fessi, può essere. Ma se anche quella dopo, lo è? Come la mettiamo?
 

martedì 19 settembre 2017

"Migranti, dall'Algeria in Sardegna pagando 1.500 euro ai trafficanti"

In Algeria esiste una vera e propria rete clandestina che per qualche centinaia di euro agevola i giovani a fare - illegalmente - il "grande salto" verso l'Europa.
Punti di approdo: l'Italia, attraverso la costa sarda di Teulada, o Lampedusa.
A confermarlo, in un articolo intitolato "Le reti di contrabbando si fregano le mani di fronte alla crisi", il quotidiano algerino El Watan.
Che ha provato a ricostruire le modalità di questo business attraverso la voce di Ramzi (nome di fantasia), fratello di Walid, un ragazzo di 23 anni che ha deciso di affidarsi ai trafficanti per lasciare il Nordafrica.

La novità degli ultimi anni per chi cerca "agganci" per imbarcarsi verso il Vecchio continente, viene sottolineato nell'inchiesta, realizzata a El Bouni, centro alla periferia della città costiera di Annaba, "punto di partenza preferito" per i viaggi della speranza degli harraga (così vengono definiti i migranti che si imbarcano illegalmente) verso la Sardegna, sta nella possibilità di trovare le persone giuste attraverso Facebook e i social network.
Questo perché - viene rimarcato - gli "specialisti nella tratta di esseri umani" riescono ormai ad adattare le loro "procedure operative ai tempi" moderni, offrendo "spedizioni in Europa in sicurezza e comfort con un rapporto qualità-prezzo è impeccabile".
Ramzi cita anche il listino prezzi: per partire alla volta della Sardegna, ad esempio, si spendono oggi fino a 200mila dinari algerini (circa 1.500 euro), mentre imbarcarsi per Lampedusa è più economico.
In questo caso, però, gli algerini devono recarsi prima in Tunisia, procurarsi documenti falsi e poi spostarsi in Libia, nella zona di Zouara, distante solo 12 ore di mare dalle coste dell'isola siciliana.
Opzione che va per la maggiore e che è stata scelta anche dal fratello di Ramzi, il quale per tutto l'iter ha pagato 900 euro in totale, ricevendo anche un "piccolo sconto per aver procurato ai trafficanti 5 clienti".

La rotta sarda, scrive El Watan, nel 2017 è stata invece caratterizzata da uno "squilibrio tra domanda e offerta" e, dunque, da un aumento dei prezzi (l'anno scorso il tragitto costava l'equivalente di 700 euro), anche perché, per raggiungere le "famose spiagge" di Porto Pino o Sant'Antioco, il viaggio è più lungo (circa 24 ore), con tutti i rischi del caso.
Questo non ha comunque impedito, aggiunge il quotidiano, l'arrivo in Sardegna di "più di un migliaio di harraga, la maggior parte dei quali intenzionata a non restare, "ma a riprendere il proprio cammino verso altre nazioni europee, come Francia, Germania e Belgio".
(Redazione Online/l.f.)
fonte http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/09/19/migranti_dall_algeria_in_sardegna_pagando_1_500_euro_ai_traffican-68-646054.html
unionesarda.it 19/09/2017

giovedì 14 settembre 2017

Difficile capire, accettare e provvedere

Di casi di femminicidio, così viene definito il caso in cui un uomo uccide una donna, ormai se ne parla fin troppo. Logicamente, se no non sarei qui, secondo me se ne parla male, sopratutto nel proseguo del discorso: un po' come quando a scuola, durante un'interrogazione sembra che si stia arrivando al dunque e poi ci si perde, si continua a rigirare senza arrivare al sodo. Perché? Di solito a scuola succedeva perché non si sapeva , si era studiato male e forse anche poco, e la vecchia regola che si impara di più e sopratutto durante la lezione, era in quei casi smentita. Ma nel caso dei femminicidi la cosa è diversa, perché si va avanti in un'unica direzione e con una sola soluzione: la colpa è del maschio, e fin qui non ci piove, seppure ci potrebbero essere aggravanti, come nel caso di parentela, ma forse anche di attenuanti, e non essendo avvocato dato che non ho completato gli studi, so poco. Ciò che mi lascia sorpreso e che non mi piace, è l'equazione maschio uguale violenza: è sostenere che la minaccia è in casa. Il punto è che lo si fa , come direbbe Totò , a prescindere. Quando tu hai una società che vieta, di fatto e adesso con la legge, che tu maschio possa fare delle avances a una donna, perché non possono ma, visto che c'è la legge, sono vere e proprie molestie sessuali, se un complimento o un invito ad andare a cena o al cinema è , per chi fa opinione a senso unico in tv e nei media, molestia, non so dove si va a finire. A me questi atteggiamenti non piacciono, per fortuna non ho il problema di dover invitare nessuno né a cena né tanto meno al cinema, ma solo perché non ho quattrini : tuttavia mi fa specie che la forma mentis stia proprio prendendo sopravvento sul buon senso. Dato che la maggior parte, credo e spero, dei maschi accetta un no come risposta, così come dovrebbe essere per le donne. Il problema è aver dato una caratteristica specifica agli omicidi commessi dai maschi nei confronti delle donne: secondo me, a parte i casi dove sono ravvisabili gli aggravanti, è un omicidio come, purtroppo, ce ne sono tanti. E siccome sono sincero fino in fondo, quando viene trovata una donna morta, spero sempre che non sia stata violentata e se uccisa prego perché non sia stato un uomo, e se lo è stato prego sempre che non sia definito anche quello un femminicidio. Perché? Perché ,sarà la fissazione o la mia tara mentale, ma sembrerebbe che in ambienti sopratutto , per quel che vedo, di single anche un po' mature se non stagionate, quasi come me quindi non di primo pelo, si stia creando il gruppo di individui, tutti dello stesso sesso, un po' come si vedeva ai tempi del liceo dove, tuttavia , c'erano anche gruppi misti (e per fortuna ,aggiungo io). Quei gruppi erano, in buona parte chiusi, così come lo sono adesso, stando a quanto vedo nei bar o per strada: ora , per quel che so, quelle persone mai e poi mai sembrano volersi aprire verso l'altro sesso, con la motivazione dell'opinionista che recita che "non sono obbligate a farlo, dato che quello di aprirsi sarebbe un tornare indietro a un mondo che vedeva, fino a poco tempo fa , la donna come inferiore all'uomo e ,di fatto, serva e a disposizione". Ora ciò non vale per le donne musulmane e di altre etnie e credo religioso, anche se di fatto proprio le musulmane non ti chiedono neanche dove si trova una detta strada o se , al supermercato, di prendere un pacco di riso che è troppo in alto per loro: preferiscono perdersi o rinunciare al riso (con doppio senso per il riso). Se quindi si intende che una persona malata di mente compia un omicidio, ci sto, nel senso che la malattia mentale può portare a compiere simili gesti: motivo questo che dovrebbe convincerci ,non dico a riaprire i manicomi, ma quanto meno a investire risorse di ogni genere per controllare e arginare il problema; problema che è visibile, sotto altre forme e senza quegli effetti (omicidio e violenze) in individui ospiti di case famiglia e comunità protette, che però vedi agli angoli delle strade a chiedere soldi o ad attaccare discorso, con persone però poco disponibili sia a dare denaro che a colloquiare. 
Inutile dire che il problema non c'è come pure dire che il problema non è quello: è anche quello. Non faccio statistiche né le adopero per il femminicidio, non mi arrampico sugli specchi perché le persone assassinate sono lì a dirmi che è successo, sono state ammazzate e in malo modo: ma mi pare giusto osservare che generalizzare con il discorso del maschio persecutore, predatore, assassino, orco, violento, non ci sto. E mi dispiace che i media facciano passare questo messaggio. Potrei fare un parallelismo tra questo del femminicidio e il ladrocinio dei commercianti: siccome sono stato commerciante anch'io, non sopportavo né sopporto adesso, che si generalizzasse quando qualcuno dei colleghi commercianti (sempre e in ogni caso, concorrenti se appunto operanti nello stesso settore merceologico, sennò solo colleghi) veniva denunciato o arrestato per turbativa d'asta, per frode , per le famose mazzette. Dicevo e dico, io non l'ho fatto ma, nei giorni in cui queste brutte storie vengono sparate nei media, tu sei guardato male: della serie che chi ti guarda, entra in negozio, pensa "speriamo che non sia anche lui come quello del giornale". Nel caso delle donne, una guardandoti pensa "speriamo che mi lasci in pace, non mi parli e non mi guardi come se mi spogliasse con gli occhi": e molti uomini, seppure non lo dicono apertamente, sentono questo disagio. Non tutti siamo uguali, ma la cosa mi lascia indifferente, allorché non si può più socializzare, quando si formano dei gruppi di persone ,di fatto, separati. Non posso non concludere con qualcosa sui migranti, in particolar modo , su quelli di fede musulmana: abbiamo parlato di integrazione, di accettazione, ma se venite qui da soli, se di fatto parlate con quelli del posto per chiedere lavoro, per chiedere aiuto economico, ma poi restate per i fatti vostri, formate dei gruppi separati, in sostanza non sostenete con noi nessun discorso, come è possibile un'integrazione, come potete far parte della società e della nazione che vi ospita? Se invece venite qui a lavorare perché chiamati da qualcuno, se lavorate per l'impresa X o Y, è un conto:tu vieni, e come avviene nei paesi arabi degli emiri o in luoghi simili, vieni pagato, non ti danno la cittadinanza né tanto meno diritto di voto, in certi luoghi non ci puoi andare (anche perché come lavoratore non puoi permetterti il conto di certi locali di Dubai o di Doha ) : e badate bene, non viene fatto con cattiveria, non è un trattamento che loro, gli emiri, riservano per inimicizia, ma solo perché il rapporto di lavoro, la prestazione che ti chiedono, inizia e finisce. Punto e a capo. Diverso, ma solo in parte, è il rapporto uomo donna e viceversa: nessuno deve mettere le mani addosso al prossimo, come nessuno ha diritto di togliere la vita a un altro essere umano. Ma non deve neppure passare il messaggio che io come maschio potrei essere uno stupratore, un marito e padre violento, un pedofilo e, se commerciante, pure un mazzettaro o ladro (anche perché per questi ultimi due crimini, non occorre l'investitura di maschio, basta vedere mi pare Lady Bracco, mi pare fosse legata al mondo dei farmaci, per ora mi sembra solo indagata, per cui mi perdoni, ma il caso invece di Lady Poggiolini, non lo ricordo nei particolari e potrei anche qui sbagliarmi , sennò ne avrei potuto fare riferimento ): se tutti possiamo essere in pectore delinquenti, se tutti possiamo trasformarci in assassini, se tutti possiamo diventare violenti, allora che passi il messaggio, tanto caro alle dittature e ai regimi totalitari, della delazione, del sospetto. Ma deve valere appunto per tutti , e non essere a senso unico.

mercoledì 13 settembre 2017

Come ai tempi di Monti

E di tanti predecessori, ma con un'aggravante: che c'è chi, forse pensando di fare bene fa danni, e mi riferisco a due aspetti. Il primo è il giornalista che attacca la Boldrini, giusto per fare un nome a caso, per il caso di Rimini, quando occorre invece di invitare a partecipare alla discussione una persona che, in ogni caso ha dalla sua sempre un buon numero di Tg e giornali: se uno ragionasse un pochino , ci arriverebbe da solo. E' un po' come chi sta venendo alle mani con un compagno di scuola, dicesse all'amico: perché non chiami i tuoi genitori o i tuoi amici ,così vedono come ti concio per le feste. Ignorando che se venissero chiamati genitori e amici, questi al 90% darebbero una mano al figlio, all'amico, con evidenti risultati. 
Il secondo aspetto riguarda i giornalisti alla Belpietro, diciamo di preferenza quelli che dovrebbero essere, almeno a parole , schierati a destra e comunque contro il governo in essere: l'ho scritto anche altre volte che non si può non approfondire gli argomenti , come è insultante concedere 2 minuti o poco più agli ospiti. Come si può approfondire se si presentano gli argomenti come se fossero titoli dei giornali? Semmai sarebbe bene studiare gli argomenti, andare a una scuola che insegna a esporli e a parlare in pubblico, e logicamente fare anche un corso stile "come convincere gli altri", come nel libro di Schopenhauer l'arte di ottenere ragione. Anche in questi casi si ottiene un effetto opposto, magari anche pensando che i telespettatori saranno dalla nostra parte: sarà anche così ma quanti tra gli spettatori coloro che hanno la competenza, la capacità di sostenere un discorso, di reggere un dibattito, di convincere una persona che la pensa diversamente? Quanti ,compresi i vari Belpietro, Facci, Giordano, Del Debbio eccetera, sanno tenere a posto i nervi, e nel caso fossero ospiti in qualche talk show riuscirebbero a non farsi mettere sotto? Perché è bello condurre un programma, ricevere mail, pensare di avere consensi, ma poi perché non andare a fondo dei problemi o non dire tutto?
Un esempio e chiudo: ieri si parlava, come pure nei giorni scorsi, di chi riceve lettere dall'Inps, o proprio come ieri, bollette dell'acqua con cifre astronomiche, o sempre ieri le famose multe dell'autovelox di Roma e di un'altra località in provincia, se non erro, di Benevento. Direte: ma cosa vuoi dire? Completo il quadro dicendo che non mi pare, come già è accaduto per il pagamento delle tasse e in particolare con i programmi sulla rottamazione delle cartelle, che il conduttore si sia espresso cosi come avrei suggerito io: non è che sia giusto e doveroso pagare , ma occorrerebbe verificare anzitutto non se è esatto il conteggio che mi si presenta, ma se all'origine è giusto il costo a metro cubo dell'acqua; se è giusta la percentuale di tasse che mi richiede lo Stato; se è logico quel limite di velocità. E' troppo facile usare il ragionamento binario: ma non chiedo soltanto che vengano interpretate le leggi , semmai potrebbero essere spiegate, così da capire come funzionano le cose dalle nostre parti.
Si scoprirebbe che il limite e l'ubicazione magari non dipendono dal Comune ove sono collocati gli autovelox; oppure che il rateo di un ente si ferma a 60 mesi; che a te che sei un essere insignificante non viene concessa nessuna trattativa.
Insomma se uno spiega, se un giornalista approfondisce, forse arriva dove credo sia logico giungere.
E' come la storia dei migranti : nessuno ha mai chiesto quanto tempo devono rimanere, se e dove, e a fare che cosa; in più non si sa se gli immobili statali o quelli presi in affitto dallo stato, per esempio dove si fanno i centri di identificazione, devono morire con quella destinazione. Oltre a queste tante domande e domandine, ma che i signori di cui sopra, che a parole dovrebbero difendere gli italiani, non fanno ad alta voce in trasmissione e neppure ,con il dovuto tono, a chi è invitato come ospite.
Questi li chiamo errori, boomerang.